Il lino delle fate

Il lino delle fate è una pianta che cresce anche nel litorale sabbioso veneto.

Si racconta che le fate raccogliessero le sue lunghe ariste piumose, per tessere i propri vestiti argentati e luccicare nella notte.

Lino delle fate è anche il nome del Resort in cui siamo ospiti.

Da queste eleganti graminacee, siamo circondati. Fortunatamente siamo in Agosto e non risento in alcun modo di attacchi allergici.

La giornata inizia con una buona e abbondante colazione, ma con un caffè tiepido, da macchinetta, in tazza grande, portatomi da un cameriere che, pochi minuti prima, mi ha rivolto la parola in inglese. In effetti posso confondere, ma questo non giustifica il caffè. Domani un bel tè.

Passiamo la mattinata a fare castelli di sabbia e bagni in mare.

Oggi l’acqua è torbida, sembra ci sia in sospensione della polvere bianca. Tutto sembra tornato nella norma.

Insegno a Frenci la ricetta per il Mojito, che mi prepara con i suoi giochi da spiaggia e la sabbia. Lega un po’.

Faccio due bracciate al largo, ma batto presto in ritirata: una grossa medusa sembra voglia darmi un bacio urticante e per esperienza non girano mai in solitaria.

Prima di risalire convinco Frenci a farsi una doccia per pulirsi da sabbia e sale. E’ fredda? mi chiede. No, tiepida, rispondo, senza averla testata. E’ ghiacciata, urla e scappa sulla sabbia rovente verso sua mamma e l’asciugamano.

Me la farà pagare prima o poi, penso.

Pranziamo al Resort e poi, messi a letto bimbo e mamma, vado prima a recuperare due biciclette per la settimana, in modo da velocizzare gli spostamenti quotidiani, poi faccio diversi F24. Non capisco perché siano così tanti proprio nel periodo a ridosso di ferragosto. Sadismo?

Nel pomeriggio faccio prendere a Frenci diverse piccole onde (il mare sembra una tavola da biliardo) con la sua tavola. Ma lui non vuole più scendere. Entusiasta come sempre. E io sono felice.

Poi lo smarco, recupero la mia reflex e mi rilasso congelando qualche istante di tramonto in spiaggia.

Fare foto è sempre un’attività liberatoria. Focalizzi l’attenzione sull’estetica dei particolari e cerchi coerenza all’interno di un rettangolo. Per farlo bene e con piacere devi svuotare la mente. Questo è quello che amo.

Svuotare la mente.

Ceniamo con una pizza enorme e buonissima, in bungalow.

Chissà se la digestione mi darà problemi e allucinazioni competitive, mostrandomi le fate in notturna, argentate dal lino?

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