A zonzo tra polder olandesi e hotel bohémien

Facciamo colazione da Tamminga, una pasticceria francese vicino a casa, per velocizzare la procedura di uscita, poiché il piano della giornata è particolarmente ricco. 24 euro. Mortacci loro. Ad ogni modo le paste sono ottime.

Partiamo per lo Zuiderzee (letteralmente Mare del Sud, che fa un po’ ridere nel Mare del Nord), il bacino marino interno creato dalla costruzione della gigantesca diga completata nel 1932. In queste zone si trovano i polder, aree di terra, precedentemente sotto il livello del mare prosciugate e rese coltivabili attraverso la costruzione di dighe appunto e sistemi di drenaggio.

Oggi ho in mente una missione speciale. Sto leggendo il saggio La scoperta dell’Olanda di Jan Brokken, che mi sta coinvolgendo tantissimo e che ruota attorno alle storie dei proprietari e degli artisti che hanno frequentato l’Hotel Spaander di Volendam, dal 1881. Leendert Spaander, un intraprendente commerciante locale, con l’espressa intenzione di creare un luogo di scambio e creatività aprì un hotel che diventò la casa di tantissimi artisti tra la fine dell’800 e tutto il ‘900. Centinaia di pittori, filosofi e poeti vi alloggiarono fra cui Picasso, Kandinskij, Signac, Joseph Beuys, così come Proust che qui trovò ispirazione per un’eroina della sua Recherche. Una colonia internazionale libera e aperta dove l’americana Elizabeth Nourse e molte altre artiste, regolarmente escluse dai coevi circoli parigini, venivano accolte e trattate da pari a pari dai colleghi uomini. Ovviamente voglio vederlo cn i miei occhi questo baluardo di libertà e integrazione.

L’aria è frizzante, ma il sole scalda. Facciamo circa un’ora di macchina e raggiungiamo la prima meta, Enkhuizen. Visitiamo il Zuiderzeemuseum, un museo – in gran parte all’aperto – che illustra com’era la vita prima del 1932. Si visitano le abitazioni, le barche, le botteghe e ci sono ancora artigiani che lavorano con i mezzi di allora. Albert, il fabbro, crea un gancio in ferro per Frenci, dalla sua fucina, usando solo le sue mani, incudine, martello e morse. Sembra un viaggio nel tempo. Questa è l’Olanda che desideravo conoscere. Uso la macchina fotografica tipo mitragliatrice.

Pasteggiamo al sacco in una piazzetta in cui genitori e figli si divertono con giochi in legno dell’epoca. Facciamo la scorta di caramelle locali e girovaghiamo per il paesino. In chiesa un quartetto con chitarra e violoncello canta e suona ballate marinare. Sono commosso. Poi ci impegniamo a mungere una capra (finta).

Facciamo una sosta di più di un’ora al parchino del paese, molto ben fornito, che Frenci e Richi apprezzano. Io riesco anche a continuare a leggere il Diario di Anna Frank. Poi ripartiamo seguendo la costa orientale verso sud.

Il sole danza con grosse nuvole bianche che si riflettono nei numerosi specchi d’acqua. Passiamo per pascoli di bovini e ovini, canneti e canali, fattorie e paesi di mare. Gli uccelli volano in cielo in formazione. Il paesaggio è incantevole e trasmette pace e serenità e le stesse impressioni le provo attraversando i paesini di mare. Le persone si danno da fare o si divertono, ma a ritmo rallentato, sottovoce; tutto scorre molto lento. Sembra di viaggiare dentro un dipingo fiammingo, quei quadri che mi facevano sognare quando andavo a visitare la National Gallery a Londra.

Giungiamo finalmente a Volendam. L’hotel è incastrato in una zona a traffico limitato. Ci sono i piloni di ferro automatici che ne limitano il passaggio, ma quando mi avvicino si abbassano. Io entro.

Parcheggio proprio dietro l’hotel, vista oceano. Andiamo davanti all’ingresso dello Spaander. Faccio foto. Entro e scatto qualche fotografia ai muri d’entrata, che ospitano decine di quadri dei pittori che lo hanno frequentato. Non sono mai stato un grande appassionato di dipinti, ma sono emozionato. Penso a quante vite e storie si sono incrociate in quel luogo.

Ceniamo in un pub poco più in là. Io prendo zuppa al pomodoro e mangio di gran gusto le patate novelle della Ricciola, mentre tre biondi giocano a freccette di fianco a noi e una coppia guarda alla tv una partita di calcio olandese, mentre il sole sta tramontando.

Ecco una giornata che vale tutto il viaggio.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.