#nonsaràunavventura, le foto

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Un’altra pagina di questo blog è stata scritta (e fotografata).

Ecco. voi le foto.

Alla prossima avventura (?).

 

Non è finita finché non è finita (epilogo)

E’ quanto suggerisco a Frenci da tre giorni a questa parte, come un mantra.

“Non è finita…”

“…finché non è finita.”

L’ha imparata.

Prendiamo in prestito le bici, un ombrellone e due lettini per la mattinata, subito dopo il check out. Vogliamo salutare il mare, l’ultima volta.

Bibione Beach ci saluta con l’acqua più trasparente di sempre e pesci che ci salutano le caviglie, mentre camminiamo nella bassa marea.

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Il bicchiere mezzo pieno

Iniziamo la giornata con un video auguri di Frenci su Whatsapp a Nicola, in arte Trifolacci, sì, perché il 14 non è solo la vigilia del ferragosto, ma anche il compleanno di mio cugino.

A mio cuggino.

Oggi il mare è il meglio della vacanza. Onde lunghe e dolci, che cercano di fare timidi piccoli tubi. E’ l’ultimo giorno e ci fa un bel regalo.

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Surf a Bibione

Apro il mio Moleskine, ma non ho preso appunti su oggi. Vado a braccio.

Inizio la giornata con energia, spaziando fra una English Breakfast e una Continental (uovo, pancetta, salsiccia, pomodori, crostata, croissant, succo di mela tè e caffè americano).

Esoso.

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Il moralizzatore

Dopo la giornata più avventurosa degli ultimi cinquant’anni, a Bibione, non poteva che seguire una giornata normale.

Arriviamo in spiaggia verso le 10.00. Acqua bruttina, mare quasi piatto.

Una bimba tedesca di neanche due anni, mette in crisi Frenci distruggendogli il castello di sabbia che aveva costruito con me. Lui prova a fermarla con diversi no, ma lei non capisce e pialla le torri con i piedi.

A pezzi, il castello e Frenci.

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Bibione è in Portogallo

Oggi decido di poltrire, mi alzo con la sveglia delle 7.45, posticipata fino alle 8.03.

Nonostante ci sia foschia e il sole tardi ad arrivare, mi tocca fare una discreta coda per prenotare l’ombrellone, procedura richiesta quest’anno dal protocollo COVID-19.

Per fortuna l’acqua è particolarmente trasparente. I bagnanti, le barche e i windsurf si stagliano sull’orizzonte di un pallido grigio-azzurro, quasi bianco, e sembrano dirigersi verso un limbo lontano.

Anche le meduse devono avere capito che aria tira oggi, perché non si vedono in giro.

C’è aria di tempesta.

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Se telefonando

Frenci cade dal letto anche questa notte, ma inizia ad affinare la tecnica: arriva con i piedi.

Io mi sveglio prima anche oggi per fare ginnastica, ma mi oppongo alla corsa per accaparrarsi l’ombrellone in prima fila. Sia quel che sia. E trovo posto in terza fila.

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Meduse

Durante la notte non incontro nessuna fata argentata, la digestione va liscia nonostante le quasi due pizze della sera prima.

Invece Frenci cade dal letto come un sasso un paio di volte, nonostante le due sedie posizionate al suo fianco per protezione.

Quando si sveglia la mattina cerco di capire cosa sia successo, ma lui non ricorda neanche di essere caduto. Ironman.

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Il lino delle fate

Il lino delle fate è una pianta che cresce anche nel litorale sabbioso veneto.

Si racconta che le fate raccogliessero le sue lunghe ariste piumose, per tessere i propri vestiti argentati e luccicare nella notte.

Lino delle fate è anche il nome del Resort in cui siamo ospiti.

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