Clermont-Ferrand

Non so per quale motivo, ma passo la notte praticamente in bianco. Saranno stati tutti i dolci di ieri e i due etti abbondanti di pasta dopo le ventuno? Visto che non chiudo occhio, mi rileggo tutti i post del 2012, da Ferrara a Dover, del viaggio Strade Blu.

Mi diverto a ripensare a quei momenti di solitudine e a come la mia vita sia totalmente diversa adesso.

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Diciassettemila passi a Bordeaux

Mi sveglio alle dieci, acciaccato. La Ricciola legge da un po’. I bimbi mi vengono a trovare nel letto, poi facciamo colazione in casa. Usciamo per andare a visitare la città, verso le undici.

Parcheggiamo in un multipiano sotterraneo a ridosso del centro e cerchiamo l’ufficio del turismo. A Bordeaux hanno organizzato una specie di caccia al tesoro. Ti danno un libercolo in cui è indicato un itinerario a piedi per visitare tutti i luoghi degni di nota, per ogni meta c’è un enigma da risolvere.

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Surfing mid-August

Indosso la t-shirt del Sooruz Lacanau pro 2010 (tappa dell’ASP World Tour 6Star, Campionato Mondiale di Surf professionale, che si svolse dal 12 al 22 agosto 2010) che avevo comprato durante la vacanza itinerante francese con Riccio proprio quell’anno.

Dopo sedici anni la riporto a casa sua, ancora in ottime condizioni.

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Una giornata perfetta

La sveglia suona alle otto e dieci. Verifico con Claude la situazione maree e incendi: conferma la meta, evitiamo Lacanau Ocean anche se allunghiamo la tratta. Nessun problema in vista. Ci prepariamo e alle nove e trenta ci mettiamo in marcia, destinazione Montalivet les bains.

Sono emozionato, temo un imprevisto dietro l’angolo. O di arrivare e trovare il mare piatto. Ho gli incubi.

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L’ultima ostrica della mia vita

Verso le dieci, dopo aver ricaricato la macchina per l’ennesima volta, prendiamo il ponte per Ile de Rè, l’isola di fronte a La Rochelle. Quest’isola della Charente-Maritime è una delle mete più esclusive e preservate della costa atlantica francese ed è soprannominata Ré la Blanche per il candore delle sue case tradizionali.

In effetti quando arriviamo a La Flotte-en-Ré (classificato come uno tra i più bei borghi di Francia) ci sembra di essere all’incrocio fra un paesino di un’isola greca e le zone residenziali del lido di Spina. Per scherzare.

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Eclisse a La Rochelle

Raccogliamo tutta la nostra vita degli ultimi sette giorni all’interno delle valigie, carichiamo in macchina, facciamo colazione alla boulangerie sotto casa, restituiamo la chiavi a Nathalie, facciamo fare due giri di giostra a Frenci e Richi come ultimo saluto e poi lasciamo Saint-Marc-Sur-Mer.

La missione della giornata è trovare un paio di occhiali certificati ISO 12312-2 per vedere l’eclisse solare prevista per le venti. La Rochelle (la città che ci ospiterà per una notte), pare essere uno dei luoghi migliori in cui vederla.

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Adieu Monsieur Hulot

Alle otto esco per la mia corsa mattutina. Saluto l’oceano bretone, molto affascinante, ma poco divertente, almeno in questi giorni, nei miei confronti. Comunque mi ha accolto come uno del luogo e mi sono trovato proprio bene.

La corsa mi sembra essere il modo migliore per esplorare un territorio. Il giusto rapporto velocità e qualità. Seguo il sentiero costiero che va verso ovest, supero un alto traliccio rosso e bianco pieno di antenne che vedevo in lontananza dalla spiaggia. Si trova all’interno di una base militare, che curiosamente è al di sopra di un’area per nudisti. Strana abbinata.

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Alla ricerca dell’onda perduta

Ieri mattina, senza aver puntato la sveglia, mi rapisce dal sonno la voce di Barry White. C’è il mercato lungo la nostra strada, le giostre girano già e un mare di gente sale e scende lungo la via. Sembra quasi che non siano neanche andati a letto, dalla serata di festa del giorno prima.

Per il resto, la giornata è una tipica domenica di relax al mare. Spiaggia, pranzo in casa, spiaggia, scogli, foto, giochi con racchette, e secchielli, aperitivo al tramonto con piano bar anni ottanta, cena picnic in spiaggia e ancora scogli, sempre sotto l’occhio vigile di Monsieur Hulot, che guarda il mare dalla piazza sull’oceano, con le mani dietro i fianchi e la pipa in bocca.

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Il sabato del villaggio

Esco alle otto per una corsa, necessaria per mantenere un minimo l’allenamento guadagnato in questi mesi di preparazione per la maratona, prevista a Ferrara nel febbraio 2027. Ho quasi cinquant’anni, non è uno scherzo. Prendo il sentiero sterrato costiero verso sud-est. Salgo scalinate e scendo alla spiaggia successiva (Plage de la Courance).

Sono solo, io e l’oceano piatto e beffardo. Ma è bellissimo. Probabilmente la più bella corsa della mia vita, direbbe Gianlu. Riprendo verso nord ovest e percorro il resto del sentiero in senso contrario, superando il paese. Decine di ville bretoni sono a strapiombo sull’acqua. Incontro due runner, quattro persone che accompagnano i loro cani per la passeggiata mattutina e cinque pescatori, tre dagli scogli e due su imbarcazione. Che pace.

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