Edimburgo

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Diario di bordo della Kalos, del 17 Agosto 2012. E’ il capitano Wolly che vi parla.

Mi sveglio con molta calma, cerco di sistemarmi la barba, ma per una manovra bislacca, sono costretto a tagliarmela tutta. Poi cerco l’hotel per il giorno dopo, varie possibilità da vagliare con Vancio.

Parto per l’aeroporto di Edimburgo verso le 11.30. Stamattina il sole non si alterna alla pioggia.

Piove.

Parcheggiato, entro nella zona degli arrivi e aspetto il mio prossimo compagno di viaggio con il cartello “Vancio”, per evitare confusione. Quando arriva, scoppiamo entrambi a ridere.

Decidiamo di andare così come siamo a Edimburgo, senza passare dall’hotel. Ci mettiamo un bel po’ a trovare parcheggio, la viabilità è complicata. Passeggiamo, andiamo a cambiare della moneta e ci dirigiamo verso il centro.

Edimburgo è bellissima. Gente dappertutto. C’è il festival di Agosto. Ogni anno, in questo mese, la città si riempie di artisti, musicisti, commedianti, clown, turisti, band ed è un mix di colori, suoni, sapori incredibile. L’impressione è ottima. La città è piena di vita e di cultura.

Ci fermiamo a guardare gli artisti per strada. Mangiamo in un ristorante italiano, ma io prendo il salmone scozzese. Buono.

Andiamo in giro a guardare diversi artisti, ma uno mi colpisce in particolare, un chitarrista dalla tecnica impressionante che suona qualcosa simile al flamenco con la chitarra classica.

Ad ogni angolo della strada ragazzi e ragazze ci invitano a vedere i loro spettacoli musicali o teatrali, per una offerta libera. Sono vestiti con costumi stravaganti. Si esibiscono per strada, ma anche dentro teatri e locali come pub, ristoranti, bar, caffè.

Di più, la città è bella, con i suoi giardini centrali pieni di fiori e il castello che predomina sopra tutto. E c’è un sole limpido e caldo. Un bel pomeriggio.

Dopo una lunga passeggiata a raccontarcela, ci ristoriamo dentro un pub, The Tron Church, ricavato dentro una chiesa sconsacrata, ad ascoltare un bravo cantante e chitarrista che suona ballate melodiche.

Ceniamo in un tipico pub scozzese. Quando usciamo, The Tatoo, lo spettacolo di cornamusa al castello, è terminato e gli artisti, vestiti di tutto punto, sfilano di fronte a noi, concedendoci un’ultima melodia scozzese.

Passiamo a fotografare il cane Bobby per un mio amico e ce ne torniamo in hotel, stanchi ma contenti.

Domani ci aspetta un lungo viaggio fino alla fine della Scozia.

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