#exploringsardinia2021 , gli sguardi

Ed eccoci al termine.

Io sono in salotto, nella mia casa di un tempo, a giocare col fratellone, mentre la santissima madre sta parlando con quello strano piccolo oggetto nero che chiamate cellulare e il Matusa scrive quello che vi sto dicendo.

Ha sistemato le foto della vacanza, le più belle, dice lui.

Se proprio non riuscite a fare a meno di vederle, le trovate qua sotto.

Se invece preferite la parte più interessante, potete leggere il mio diario di bordo qua sotto.

Da Riccardo, 10 mesi, è tutto.

Passo e chiudo.

Il ritorno

Andiamo al solito bar per la colazione.

Il mio fratellone viene agganciato da una certa Alice che non lo molla più. Si accende subito qualcosa, lui è troppo gentile con lei, a me non dà mai i suoi giochi. Se la passano assieme con le mini moto di Frenci e intanto i vecchi fanno conoscenza reciproca.

Vengo a sapere che abitano proprio di fronte a noi e sono appena arrivati in vacanza.

A volte il destino ti riserva davvero brutti scherzi: noi partiamo, loro arrivano e la scintilla accesa fra i due nuovi amici si spegne subito.

Ad ogni modo, che sia latte o che sia uovo, sono cose sopravvalutate: meglio un buon cracker, quello che ho in bocca per esempio.

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La vita è una fisarmonica

C’è qualcosa nell’aria. Qualcosa di strano. Tutti parlano di ritornare a casa.

Ma quale casa?

Non è questa la casa? C’è forse un’altra casa?

Cerco di mettere insieme i pezzi del puzzle e capisco che, a quanto pare, non abbiamo sempre abitato qui.

😱

La cosa mi destabilizza, anche se in fondo, l’ho sempre saputo che sarei dovuto tornare a qualcos’altro.

Ma cosa?

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Sardinian road trippin’

Il maestrale, così com’è arrivato, se n’è andato, senza avvisare.

Però, prima di scomparire nel nulla, ha ripulito un bel po’. L’aria è limpida, il mare blu blu e trasparente.

Annuso subito un caffè, guardando quell’immensità misteriosa, nel bar sotto casa. Il fatto che proprio non mi torna è che non si va in spiaggia, lo capisco perché Matusa non è addobbato come un albero di Natale.

Spero non ci sia un’altra spesa di mezzo.

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Maestral

Torna il maestrale, questo vento scorbutico e impertinente che continua a spettinarmi il mono-ciuffo biondo.

Tutte le volte che arriva, smettiamo di andare in spiaggia, anche perché non esiste più, l’acqua del mare arriva fino al bar che di solito è sulla sabbia, ma che da oggi è sull’acqua. Sembra una barca.

E poi anche i nonni se ne sono andati, non ci rimane nessuno da andare a trovare.

Mettiamoci anche che quella santa donna della mia madre non è al top: ed è subito vita da bar.

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Ferragosto d’incantu

Ci svegliamo con molta calma (gli altri della cumpa, a me in realtà cambia poco) e senza fretta andiamo a trovare i nonni e a salutare la bella cuginetta Aida che parte e torna a casa sua, quella lontana dal mare.

Lei non vede l’ora di ritornarci, dice che qui al mare ne ha già avuto abbastanza. Posso capirla, per noi piccoli è davvero dura, dovremmo coalizzarci, per far valere i nostri diritti. Gli adulti superano spesso il limite accettabile.

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Canti e luci dal mare

Partiamo di mattina, sul presto, e raggiungiamo una nuova spiaggia.

Per arrivarci dobbiamo prima fare una lunga strada con la macchina, poi una lunga strada a piedi in mezzo agli alberi e poi un bel po’ di spiaggia.

Matusa, carico come un mulo, annaspa da subito: suda e fatica a parlare.

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Notti da viveur e stelle cadenti

Mi sveglio gagliardo, andiamo in spiaggia presto e inizio subito ad importunare signore di una certa età, sedute su sedie a sdraio nei pressi del bagnasciuga.

Faccio colpo e vengo preso in braccio da una di loro, che mi riempie di versetti e sorrisi, dopo averla ricoperta di sabbia per scalare la sua grande coscia.

Matusa arriva tardi questa volta, a giochi fatti. Chiede scusa, mi piglia e mi porta via.

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Non si respira

E poi il miracolo: mi sveglio alle nove.

Non dalla sera prima, ho comunque bevuto il mio latte verso le sei di mattina, ma è record assoluto di sveglia definitiva (quella dopo la quale o ci sei o te ne accorgi).

I ragaz non ci credono, Matusa gongola perché vede uno spiraglio di nuove possibilità di dormite, l’illuso; alla fine siamo così tutti in ritardo su qualsiasi tabella di marcia che la santa donna di mia madre decide che è meglio sfruttare il momento per andare a fare la spesa.

Niente spiaggia al mattino.

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