Faccio il viveur

Salto il diario di ieri perché mi sono solo rilassato. Finalmente una giornata di ozio e noia, normalità e banalità. Bagni in mare e cene sul terrazzo di casa, che in 14 giorni non abbiamo mai fatto.

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Aida pool party

La cuginetta mi invita ad una super festa in piscina. Ci siamo solo noi e una bella musica ritmata, di quelle che mi fanno ballare. La cugi è anzianotta, ma li porta bene i suoi 4 anni, con quegli occhioni blu. E che sia latte o che sia uovo, la giornata è fantastica.

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Un treno che si chiama desiderio

Ogni giorno passo davanti a un treno. Di sera si muove, è pieno di luci e suoni, di giorno è fermo e spento, come se dormisse. Lo adoro. E’ così affascinante, bello , colorato. Ogni volta che ci passo dico ciuff ciuff. E lo dico per almeno 4, 5 volte, eh. Stasera lo vedo partire, girare intorno, ma non ho il coraggio di salirci, come non ho la forza di smetterla di guardarlo andare in tondo e suonare.
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Degustazione di ciucci

Oggi prendo una decisione saggia. E’ vero che il mio ciuccio per eccellenza è solo uno, ma se rimanessi senza? Se un bel giorno sugli alberi dei ciucci non crescesse più il mio, come farei? Ecco allora l’idea geniale: metto in bocca anche quelli che non sono i miei preferiti, così mi abituo e se un giorno mancasse quello speciale, potrei utilizzarne un altro. Faccio degustazione di ciucci! Il vecchio approva.

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Fine primo tempo (nofilter)

Canne al tramonto

Mi sveglio con il vecchio, mi porta sul terrazzo a guardare il mare e mi offre dei cereali e del latte per colazione. Quando arriva la Santissima, però, mi scofano anche una fetta di pane e marmellata. Un buon inizio di giornata.
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La cumpa si fa esosa

La mattina parte complicata. Sono nervoso e agitato ed esprimo il mio disgusto alle situazioni che mi si presentano con assidua frequenza. Ho bisogno di comunicare al mondo il mio disappunto. Andiamo al mare, ma non faccio il bagno, troppe onde e io ho freddo, non c’è molto sole. Ma il peggio arriva dopo pranzo.

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E gira tutto intorno alla stanza, mentre si danza 

Ho il ritmo nel sangue, non posso negarlo. Appena sento un’armonia, una canzone, un’aria o un passaggio di bongo, inizio a dimenare spalle, testa e braccia in un turbinio di pulsanti e roteanti ricami che neanche un certo Bolle.

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Giornata storta, apericena in spiaggia

Mi sveglio storto. Molto storto. Ogni piccola sfumatura che non va nella direzione da me indicata (che cambia in frazioni di secondo impercettibili) scatena la mia sceneggiata latino-partenopea (un misto fra urla di rabbia atavica e pianti disperati, di solito funziona alla grande). Voglio comunicare al gruppo che i miei desideri sono importanti, anzi sono ordini, caspita.

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