Volare e sentirsi altrove


“Sembra esserci nell’uomo, come negli uccelli, un bisogno di migrazione, una vitale necessità di sentirsi altrove.
”

           

Marguerite Yourcenar

         

Il volo mi ha sempre affascinato e impaurito contemporaneamente. Impaurito perché non fa parte della mia natura, affascinato perché percepisco il grado di libertà che si possa provare. La sensazione più simile al volo che ho provato la provo quando scendo con la mia tavola da snowboard da una montagna innevata. Mi capita anche di sognare che volo, tipo Superman, no tipo Ralph Super Maxi Eroe, mentre dormo: la sensazione è davvero incredibile e realistica e tutte le volte mi sveglio maledicendo il fatto che sia solo un sogno. Volare è il viaggio estremo, è il poter andare esattamente dove si vuole, quando si vuole, per il tragitto che si desidera. Volare è spostarsi per longitudine e latitudine ma anche per altitudine, seguendo le proprie inclinazioni. Spero di rinascere rapace, ma va bene anche passerotto, come questo che ho fotografato a Burgos nel 2015, mentre facevo colazione in un bar all’ombra dei lunghi viali pedonali alberati.

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