Friday in the park (semicit.)

Chi conosce i Chicago (gruppo rock statunitense, formatosi nel 1967 e autodefinitosi “band di rock and roll coi fiati”) saprà che il titolo del post (che richiama il titolo della loro canzone) dovrebbe essere “Saturday in the park”, tuttavia oggi è venerdì.

Come promesso, impostiamo la giornata sul totale relax e l’assenza di piani impeccabili. Non ci sentiamo vicini a Napoleon Hill oggi, siamo più dei Ted Lasso itineranti (o dei vagabondi del Dharma).

Ci lasciamo andare, ci facciamo trasportare dalla corrente, annusando il potenziale attorno a noi, senza meta. Unica direttrice Memmingen, perché ci serve una città con abbastanza parchi giochi da arrivare a sera.

Passeggiamo per il centro per poco meno di un’ora, il tempo di un caffè, di orientarci e gustare l’estetica nuova del paesaggio, che colpisce anche i bambini. I tetti pendenti, le finestre a sbalzo, i dipinti colorati sui muri esterni delle case e alcune sculture in rilievo, fanno proprio pensare a case stregate! Dai vetri delle finestre delle mansarde si vedono i volti di fantasmi dal passato. O almeno così li ho suggestionati. Pure troppo.

Così, per tutto il passeggio mattutino, Richi e Frenci individuano in ogni angolo della città, case stregate, infestate da fantasmi che ci guardano dalle finestre.

Ci riforniamo di bretzel, panini, muffin al cioccolato, frutta secca e acqua e ci dirigiamo verso un parco con giostre, nei pressi del centro di Memmingen. Non vedo più i miei figli per un paio di ore, mentre, finalmente, riesco a scambiare due chiacchiere con la Ricciola.

La giornata è rigenerante, in attesa del lungo trasferimento che ci attende domani (Amburgo). La trascorriamo sulle panchine.

Provo a fare qualche scatto con la reflex, ma le poche opportunità e la poca ispirazione sono una miscela disgustosa. Devo riprenderci la mano e darmi il tempo di carburare. Respiro.

Pranziamo al parco. Ma non è finita. Stiamo per metterci sulla strada del ritorno verso le 17.30, dal secondo parco giochi visitato, quando ci viene la brillante idea di rimanere a mangiare al parco ancora. Così, dopo una veloce spesa ad un supermarket della zona, torno con il bottino e (anche) ceniamo al parco.

I figghi nostri giocano ininterrottamente per sette ore e mezza. Guinness. No, non la birra, purtroppo. Intendo che è record assoluto di ore passate al parco durante una sola giornata.

Provano entrambi a fare amicizia con i figghi locali, prima con le parole, poi desistono e provano a spiegarsi a gesti. Il potere della spavalderia di chi ha meno di dodici anni produce effetti positivi.

Nota triste: al secondo parco c’è un bar che offre, fra le altre cose, una crema al caffè. Ci casco e la ordino, mi arriva un caffè americano. Maledico me stesso per non aver ordinato una birra, l’unico prodotto a prova di fregatura da queste parti. Sono un pivello, mi comporto come se non avessi mai viaggiato in vita mia.

La sera, dopo una lotta eterna per fare addormentare i pargoli (chi sostiene la teoria che se li stanchi di giorno poi svengono di notte?) mi siedo sulla veranda della casa sull’albero con la mia dolce metà, per assaporare una birretta locale (quella che non ho ordinato al bar del parco) e per guardare le stelle.

Ce ne sono davvero tantissime.

Domani torniamo a macinare chilometri.


DAL DIARIO DI FRENCI

Secondo giorno di viaggio: i due fotografi (foto di Frenci e Richi sul torrente).

Come prima cosa abbiamo visto tante case stregate. Alla mattina abbiamo visto un parchino e al pomeriggio un mega parchino.

Abbiamo visto anche un torrente con 4 o 5 cascatelle e sul muretto del torrentino c’era anche un gatto di pietra e ci siamo divertiti moltissimo 😁

Un pensiero su “Friday in the park (semicit.)

  1. A Copenaghen , una casa stregata, ricca di misteri, è l’Istituto di Fisica, in Blegdamsvej 17: luogo dove l’invisibile fu scrutato da menti diaboliche non poco 😉 e permisero rivoluzioni magiche… ancora… oggi… stupefacenti !

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