Un viaggio febbricitante

Un viaggio porta sempre con sé qualche imprevisto. Altrimenti non è un viaggio. Ma ogni imprevisto può essere una opportunità, se sappiamo prenderlo nel modo più favorevole al nostro sentire.

Richi si sveglia con la febbre alta e questo mette un po’ di pepe al nostro itinerario immaginato, almeno per i prossimi giorni. Vediamo se sapremo rendere questo imprevisto una opportunità.

Comunque resta positivo e quando vede la mamma le dice: “oggi sei ancora più bella”. Lei si scioglie come neve al sole. Richi ha fatto giornata.

Col suo esempio ci insegna a mantenere una visione positiva, comunque vada: possiamo trovare le opportunità ovunque, in particolar modo proprio a braccetto con gli imprevisti.

Fra gli eventi inaspettati della giornata, ci accorgiamo anche di aver perso la nuova macchina fotografica regalata a Riccardo per il viaggio, probabilmente abbandonata in qualche parco giochi il giorno prima. Siamo partiti trafelati e non siamo certi sia andata così. Lo scopriremo, forse, nei prossimi giorni.

Imbottiamo il piccolo di Nurofen e partiamo verso le 10. Ci aspettano oltre 750 km, non proprio una passeggiata. Il navigatore segna minaccioso l’orario d’arrivo previsto, senza soste: le 17.20. Non ci pensiamo e con spavalderia iniziamo la nostra marcia a suon di canzoni.

La maggior parte del percorso è autostradale e fila via liscio, nonostante moltissimi cantieri. Facciamo due soste, una per il pranzo e una per la merenda. In ognuna delle due faccio il pieno di GPL che qui ha superato l’euro per litro.

I piccoli sono eccezionali, due viaggiatori nati. Riccardo, nonostante la febbre, si guarda curioso il paesaggio. Si fissa con le pale eoliche che sbucano da ogni parte dell’orizzonte. Francesco adora la strada che si srotola verso nord con saliscendi impegnativi, tipo montagne russe. Passiamo dalla musica agli audiolibri fino allo sfinimento.

Arriviamo a Stade, una cittadina che dista circa un’ora da Amburgo, verso le 18.45: prima di prendere possesso del nuovo appartamento, passiamo a fare una piccola spesa per la cena. Frenci mi aiuta e usciamo con una scorta di cibo adatta a vivere qui per almeno una settimana. In effetti ci aspetta qualche giorno di vita casalinga, per permettere a Richi di riprendersi dalla malattia, ma probabilmente abbiamo esagerato.

La cena improvvisata è un incrocio fra cibo locale e pietanze esotiche: würstel alla paella. Poteva andare meglio.

Laviamo e mettiamo a letto Francesco e Riccardo con la solita routine serale: doccia, denti, lettura e canzone per dormire. A Riccardo si è rialzata la febbre, contiamo che il sonno (e la medicina) facciano effetto. Mentre scrivo dormono come sassi, fuori piove.

Nella loro camera da letto ci sono due stampe che sembrano conoscerci. In una si legge la frase “B who you are” e nell’altra “C the opportunities”. Chissà quale sarebbe stata la stampa con la lettera D…

Attendiamo domani per cogliere le opportunità con gli imprevisti che verranno.


DAL DIARIO DI FRENCI

Abbiamo scoperto che Richi aveva la febbre 😑 e…come se non fosse abbastanza, la farmacia era chiusa e la macchina fotografica di mio fratello è stata persa

Abbiamo cominciato il viaggio. Abbiamo mangiato in un ristorante con parchino.

Quando siamo arrivati abbiamo visto tante tante case stregate. Ho visto una caserma dei pompieri stregata e poi… siamo arrivati alla casa! 🙂😆 ieeeeh

E ci siamo riposati.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.