Code e pioggia

Apro gli occhi alle 7.15 circa, dopo una bella dormita, in anticipo di quasi un’ora rispetto alla sveglia prevista. Sfrutto l’occasione per andare in bagno in santa pace e farmi una doccia terapeutica, alternando acqua calda e acqua fredda (e da queste parti è gelida, tipo torrente di montagna). L’idea è di partire in tempo per evitare code al traforo del San Bernardo.

In Val D’Aosta la pressione dell’acqua non è un problema. La doccia ha un getto così forte che bisogna usarlo con cautela, può causare dolore fisico: ci si potrebbe lavare l’auto, tipo lancia.

Dopo una colazione al volo e aver fatto man bassa in edicola di fumetti e album da colorare per i bimbi, ci rimettiamo in marcia.

Passiamo il traforo indenni, tutto scorre liscio, senza grandi difficoltà. Ma dall’altra parte del monte ci attendono 10 gradi centigradi e per un bel pezzo di strada in Svizzera la massima tocca i 16 gradi.

Attacca anche a piovere, come se il clima si fosse allineato alla proverbiale ospitalità elvetica. Ti senti a casa, ma a casa loro.

Ci fermiamo per un pasto frugale a circa 2 ore da Colmar, nel bar di un market di periferia, serviti da una gentile signora che parla solo tedesco. Quando ripartiamo però il navigatore segna 3 ore!

Non capisco, incolpo subito Waze (nonostante sia pienamente consapevole del monito di Giberti, il mio professore di Tecnica alle medie: “se dai la colpa al computer, hai fatto due errori”). Ma è solo questione di tempo: è sabato 2 agosto, e anche la Svizzera ha le sue code. Per circa 80 km è un continuo effetto elastico “tira e molla”, condito da acquazzoni improvvisi ad alta frequenza.

Morale del viaggio, ci impieghiamo un’ora di più del previsto. Grazie al cielo Richi si fa tutto il tragitto pomeridiano dormendo. Arriviamo a destinazione (Turckheim, un paese dell’Alsazia, in cui sembra il tempo si sia fermato, a circa 7 km ad ovest di Colmar) alle 16.50.

Passiamo per un piccolo parco giostrine per far sgranchire i pargoli e poi ceniamo a Colmar, in una specie di fusion bar, a base di assaggini orientali, ma annaffiati da buon riesling alsaziano, concludendo il tutto con una ottima crêpe.

Colmar è molto elegante, pittoresca, mi ricorda un po’ Strasburgo e un po’ Besançon. Ci tornerò con più calma, per dedicarci la giusta attenzione.

La temperatura si abbassa notevolmente e ci spinge a correre di fretta sotto al piumone, nella nostra piccola abitazione piratesca, con le travi esterne, i soffitti bassi e li suono in lontananza delle campane del monastero,

Brrr, ci vorrebbe un goccetto di grog.

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