Paris en noir et blanc

Mi faccio un caffè americano per iniziare la giornata con il giusto slancio e per farmi compagnia mentre faccio gli F24 con scadenza il 20 agosto.

L’appartamento a Vaires-sur-Marne è dotato di una macchina che lo prepara in una decina di minuti, grazie alla percolazione: viene fuori una bella caraffa di vetro piena di caffè nero bollente, da bere a secchiate, come fanno gli yankee.

Usciamo da casa verso le 11.30 e raggiungiamo a piedi la stazione. Il cielo è plumbeo, ma non fa freddo. Carichiamo le 4 tessere che ci ha prestato Marianne e prendiamo il primo treno per Parigi, Gare de l’Est.

Decidiamo di infilarci subito a Montmartre, tra vicoli e dipinti, scalinate e murales. Il clima uggioso si addice a Parigi. La Ricciola va in cerca di tazze d’autore. Pranziamo a Le Consulat, uno dei locai più storici del quartiere bohémien, con Croque Madame e crepes Suzette. Una volta usciti, si mette a piovere, ci rifugiamo sotto i tendoni nella piazza degli artisti. Vorrei fare il flâneur.

Lontani dal locale in cui abbiamo pranzato ovviamente, i bimbi devono andare in bagno, così scegliamo un caffè per la toilette. Io e la Ricciola prendiamo un cafè au lait e un cappuccino, grandi: 26 euro. ‘tacci loro.

Saliamo sulla metro e andiamo a salutare da lontano Notre Dame. Da lì seguiamo la Senna e la percorriamo fino al Louvre. Mentre passeggiamo nel lungo fiume, tra bancarelle di libri e souvenir, mostro a Frenci e Richi probabili luoghi in cui si sono svolte le scene più epiche del film Disney Ratatouille, un capolavoro dell’animazione. Per esempio notiamo il muretto su cui Linguini e Remì hanno fatto conoscenza, o il tratto stradale dove Chef Skinner segue in Vespa il ratto mentre scappa con le lettere in bocca.

Io fotografo città e persone con una luce davvero pessima e mi immagino che farò un servizio in bianco e nero, allineato alla peculiare eleganza in cui sono immerso. Dopo il Louvre ci infiliamo nel Giardino delle Tuileries, per far divertire i pargoli sulle giostrine del parco. Noi ci rilassiamo con birre prese da asporto nel luna park di fianco.

Prendiamo un taxi, perché un ramo della metro è bloccato da lavori e ci dirigiamo alla tour Eiffel. Congeliamo gli ultimi scatti di questo tour veloce per la capitale francese, per poi infilarci nel ristorante Les Amours in Paris e deliziarci con la grande soirée: zuppa alla cipolla, rosè francese, cheescake e un botto di risate. Avere la possibilità di osservare i miei figli che girano per il mondo è un privilegio che non voglio sottovalutare.

Mentre torniamo alla metro, di notte, con il riflesso della tour Eiffel illuminata negli occhi , penso che, in una giornata soleggiata, Parigi non sarebbe stata così affascinante.

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