Fuochi ferragosto Lu Bagnu

Canti e luci dal mare

Partiamo di mattina, sul presto, e raggiungiamo una nuova spiaggia.

Per arrivarci dobbiamo prima fare una lunga strada con la macchina, poi una lunga strada a piedi in mezzo agli alberi e poi un bel po’ di spiaggia.

Matusa, carico come un mulo, annaspa da subito: suda e fatica a parlare.

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Canti sardi in notturna

Notti da viveur e stelle cadenti

Mi sveglio gagliardo, andiamo in spiaggia presto e inizio subito ad importunare signore di una certa età, sedute su sedie a sdraio nei pressi del bagnasciuga.

Faccio colpo e vengo preso in braccio da una di loro, che mi riempie di versetti e sorrisi, dopo averla ricoperta di sabbia per scalare la sua grande coscia.

Matusa arriva tardi questa volta, a giochi fatti. Chiede scusa, mi piglia e mi porta via.

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Non si respira

E poi il miracolo: mi sveglio alle nove.

Non dalla sera prima, ho comunque bevuto il mio latte verso le sei di mattina, ma è record assoluto di sveglia definitiva (quella dopo la quale o ci sei o te ne accorgi).

I ragaz non ci credono, Matusa gongola perché vede uno spiraglio di nuove possibilità di dormite, l’illuso; alla fine siamo così tutti in ritardo su qualsiasi tabella di marcia che la santa donna di mia madre decide che è meglio sfruttare il momento per andare a fare la spesa.

Niente spiaggia al mattino.

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Vecchio lupo di mare

Ci svegliamo con un gran vento. Partiamo presto e raggiungiamo una spiaggia nuova.

Per arrivarci andiamo alla fine di una strada lunga lunga. Ci sono così tante macchine che non riusciamo a mettere giù la nostra.

Matusa contratta con persone vestite di blu, dall’aria severa, poi sparisce col fratellone, molla me e la santa madre in strada, poi torna dopo un sacco di tempo con un bigliettino che mette nella macchina, si carica di roba che sembra un mulo e finalmente ci incamminiamo.
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Il re della cantina

Poco dopo la sveglia, saliamo in macchina.

Matusa ci porta in una casa dove c’è una tipa che racconta un sacco di storie su roba da bere, credo riguardi l’uva. Mai assaggiata quella brodaglia, non ha un buon profumo come la birra, ma pare riscuota un discreto successo con mio padre, e non solo.

In questo posto che si chiama cantina, ci sono anche la zia, Pi, e la mia bella cuginetta Aida, che se la spassa con il fratellone e mi nota solo poche volte per vedere se e come mangio.

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Surf a Lu Bagnu

SLO-MO wave