15 ore a Disneyland Paris

Che dire. Arriviamo alle 9.00 a cancelli ancora chiusi e usciamo a mezzanotte come Cenerentola. Quindici ore a Disneyland hanno la loro importanza. Ci siamo pure persi all’uscita portando i pargoli in spalla perché stremati; ti cambiano tutte le strade per farti passare, anche dopo averti strizzato per bene il portafoglio, per le ultime vie piene di negozi ancora aperti, dopo la chiusura del parco.

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À votre santé

Salutiamo Priscilla e il suo magico bagno, compagno di docce ineguagliabili. Breve ma intenso. Carichiamo la Kia Ceed Station Wagon per l’ennesima volta e ci dirigiamo verso la Francia. Passiamo il confine in poco più di mezz’ora.

Sento già odore di baguette.

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Sassofoni e abbazie

Dopo una profonda e ristoratrice dormita, il risveglio è di lusso: Nespresso aromatico e doccia imperiale, ascoltando vecchi successi di Elton John che ospitano il sax.

Usciamo e la mattina è bella frizzante, 18 gradi, ma il sole scalda e possiamo rimanere in t-shirt o camicia a maniche corte, dipende dai gusti. il cielo è blu e non si vede nemmeno una nuvola. Se il buon giorno si vede dal mattino.

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Verso l’abbazia Maredsous

Il Sax di Dinant

Scivoli delle Fiandre, salumi della Vallonia

Lasciamo Anversa coperta da una coltre di nubi grigie, fa fresco finalmente e pioviggina un po’. Potrebbe sembrare un nostalgico arrivederci, ma in realtà credo non mi mancherà. Passiamo a mangiare le ultime paste di Anversa del forno sotto casa e anche queste non le ricorderemo con affetto.

Oggi passiamo le ultime ore nelle Fiandre, regione settentrionale e di lingua fiamminga, per poi spostarci in Vallonia, regione meridionale di lingua francese. Chissà se ci guadagniamo.

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Ferragosto a gaufres e moules

Partiamo con molta calma, dopo l’ennesima notte di guerriglia interna contro le zanzare belghe che hanno occupato il nostro appartamento. Le finestre di frontiera sono state aperte solo per garantire il minimo di brezza necessario a far scendere la temperatura equatoriale accumulatasi durante il giorno, ma loro ne hanno approfittato senza alcun pudore.

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Povery al Surfer’s Paradise

Mi sveglio per tempo e scendo a fare una corsetta. È la seconda volta in questo viaggio, giusto per non perdere il ritmo. Dietro casa c’è un grande parco e lo percorro su e giù due volte. È ben attrezzato con aree giochi, bar, specchi d’acqua, ma è molto sporco; in alcuni tratti devo letteralmente dribblare la spazzatura abbandonata a fianco di bidoni di indifferenziata.

Quando torno la Ricciola è già sveglia e scende nel market sotto casa per portarci le paste, mentre io faccio due chiacchiere con Richi, che mi ha raggiunto in sala e mi racconta dei suoi sogni di streghe e piatti di pasta.

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Dinosauri e minigolf nella capitale d’Europa

Sono passati 15 anni dalla prima volta che l’ho vista, con Ciccio. Non me ne innamorai, anche se apprezzai la birra, i locali con la musica dal vivo e lo spettacolo di suoni e luci alla Grand Place. Oggi ritorno a Bruxelles.

Ho dormito poco, mi sono svegliato alle 2 di notte, tra caldo e zanzare e mi sono messo a leggere perché non riuscivo ad addormentarmi. Quando mi alzo mi faccio un tè nero all’inglese, ma probabilmente avrei più bisogno di un caffè.

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