Chocolate Nation

“La vita è come una scatola di cioccolatini…” (belgi)

Alle 9.00 abbiamo appuntamento con un idraulico che deve fare un controllo veloce agli scarichi del condominio e deve entrare anche nel nostro appartamento. Alle 8.10 entro in doccia con grande anticipo.

Arriva alle 8.20 e mi trova in déshabillé, ma grazie alla Ricciola riesco a rotolare con una mossa ninja in camera senza essere visto.

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Mare, mare, mare

Salutiamo il nostro bellissimo appartamento olandese, con vista sui tetti di Veenendaal. Mi mancherà. L’auto è già carica, sono le 9.45 e accendo il motore. Direzione l’oceano di Den Haag (L’Aia).

Ho grandi aspettative, una bella sessione di surf sul Mare del Nord.

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Chillout in Den Haag

Tot ziens, Amsterdam

Ci alziamo con l’intenzione di vivere una tipica domenica olandese. Lentamente. Risveglio lento, colazione lenta, preparazione lentissima, trasferta in macchina lenta con cabaret di Orso & Orso. Ma lento.

Decidiamo di prendere le biciclette a noleggio, solo per passare da un parchino all’altro e per fare piccole sessioni di shopping. Frenci, che migliora ogni giorno, decide di noleggiare una sua bicicletta. Richi viene posizionato nel seggiolino dietro, con me. Ogni volta che salgo dimentico di mettermi lo zaino davanti, lo colpisco e lui mi rimprovera.

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A zonzo tra polder olandesi e hotel bohémien

Facciamo colazione da Tamminga, una pasticceria francese vicino a casa, per velocizzare la procedura di uscita, poiché il piano della giornata è particolarmente ricco. 24 euro. Mortacci loro. Ad ogni modo le paste sono ottime.

Partiamo per lo Zuiderzee (letteralmente Mare del Sud, che fa un po’ ridere nel Mare del Nord), il bacino marino interno creato dalla costruzione della gigantesca diga completata nel 1932. In queste zone si trovano i polder, aree di terra, precedentemente sotto il livello del mare prosciugate e rese coltivabili attraverso la costruzione di dighe appunto e sistemi di drenaggio.

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Gezellig

Il cielo è velato, praticamente da quando siamo partiti. Non ci facciamo più caso. Facciamo colazione in casa. Pare che il clima interno sia migliore di quello esterno. Definiamo il piano di attacco e partiamo per Amsterdam. Stavolta ho la macchina fotografica pronta a tutto, la userò come un mitra.

Parcheggiamo a sud, al RAI, il centro per congressi della città. Prendiamo il tram 4 e torniamo dal noleggiatore di cicli greco di ieri perché potrebbe garantirci il cargo:. Francesco non vede l’ora di tornarci. E infatti troviamo il cargo.

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La vecchia Amsterdam

La mattina parte con il piede storto, è proprio il caso di dirlo. Frenci lamenta un piccolo ma fastidioso dolore al tallone, probabilmente fisiologico dopo 3 settimane di gesso; credeva di risolvere tutto in una giornata e ci rimane molto male.

Cerco di risollevare il morala della truppa con uno spettacolo frizzante di Orso & Orso e fino al parcheggio P+R nel quartiere di Oost riesco nell’intento, ma poi tutto precipita.

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La frattura fantasma

Mi sveglio alle 7.30, indosso pantaloncini, maglietta Decathlon, scarpe da runner ed esco. L’aria è frizzante, ma mi scaldo in fretta. Percorro il lungo canale, fino al parco dietro casa e lo attraverso tutto. Incrocio solo un altro runner (attempato) e diversi personaggi a spasso con il cane. Mi salutano tutti.

Più che una corsa è una escursione turistica fra i giardini che degradano dolcemente verso i canali delle belle ville della città.

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