
Alle otto comincia la nostra giornata di trasferta più lunga, ci aspettano almeno sei ore di viaggio.
Dopo essermi fatto una doccia, mentre carico la macchina per l’ennesima volta, un gruppo di manutentori delle strade che tolgono erbacce con decespugliatori a filo, vanificano i miei sforzi di restare lindo almeno per qualche ora e mi riempiono di polvere e fili di erba. Merci beaucoup.
Mi tiro su con un bombolone alla mela presso la boulangerie scelta dalla Ricciola, esperta in luoghi di produzione di dolci e di colazioni. Tra l’altro questa è l’ultima colazione alla francese. La facciamo al bancone, come veri flâneur. Compriamo e assaggiamo anche una fanette, che si distingue dalla normale baguette per una qualità decisamente superiore.
Maciniamo diverse ore e chiudiamo l’anello del nostro viaggio, aperto all’andata, passando per Lione. Ci fermiamo a pranzo a Montmelian. Prendiamo qualcosa alla boulangerie di un market e conquistiamo una panchina del parchino giochi vicino, verso le quattordici e trenta. Ammazzo l’unica zanzara bella cicciotta del parco, che mi sta addosso, mentre bevo insieme a Capi una Desperados all’agave e mangio un hotdog.
Capi è un pupazzo di capibara, vinto da Frenci da circa una settimana alla pesca con ragno meccanico di Saint-Marc-Sur-Mer, che è diventato molto in fretta la mascotte del gruppo, soppiantando Orso Chiaro e Orso Scuro che dal viaggio dell’anno scorso erano i re incontrastati e ora tornano con le pive nel sacco.
Ci prendiamo un caffè nel locale di fronte e mentre la ciurma usufruisce dei servizi io faccio due chiacchiere con il barista, raro esemplare di francese che adora chiacchierare in inglese. Dice che conosce l’Italia, ha visto Venezia e le sue isole, Milano e Torino.
Poco dopo le sedici attraversiamo il traforo del Frejus in senso contrario e poco prima delle diciotto arriviamo a Pinerolo. Io e la Ricciola ci guadagniamo la cena, mentre i nani guardano la TV, svuotando la macchina parcheggiata a più di cento metri dall’ingresso e portando valigie, bagagli e regali vari al quarto piano di un palazzo storico senza ascensore nel centro pedonale del paese. Bello eh, ma leggermente scomodo. Come durante l’andata, noto sguardi interrogativi mentre passeggio con la tavola da surf sotto braccio.
Dopo esserci ristorati un po’, usciamo per una pizza obbligatoria, da Giuseppe. Pinerolo è molto carina (e molto economica, almeno rispetto alle mete che abbiamo fatto fino ad ora). E sopratutto mi ricorda risate sbellicate quando da piccolo guardavo Fantozzi e gli impiegati decidevano di fare una sgambata a Pinerolo di mille e duecento chilometri (su suggerimento di Calboni) prima di partecipare alla famigerata Coppa Cobram.
Dopo cena ci infiliamo nel Lunapark del centro, aperto per metà attrazioni, con pochissima gente. Vinco due giri agli autoscontri in macchina con Richi e due giri nella casa dei pompieri, con Frenci e Richi insieme. Si ride.
Restiamo un paio di notti, per compensare il tour de force di oggi e per visitare domani il parco Zoom, a circa quindici minuti dalla nostra dimora.
Rieccomi! Berrei volentieri una birra con questa strafiga: https://wwayne.wordpress.com/2025/12/31/i-10-film-piu-belli-che-ho-visto-nel-2025/. Quanto ti piace da 1 a 10?