Glasgow

Mi sveglio e tira un gran vento da Sud Est. Dopo l’ormai classica English Breakfast, salgo sul treno dalla stazione dietro casa, per raggiungere Glasgow, seguendo i sempre ottimi consigli di John.

I primi chilometri verso nord, lungo la costa, sono un infinito campo da golf, tra i binari ed il mare.

Arrivato a Glasgow, fa freschino, oltre ad essere più ventoso che sulla costa, e mi metto il maglione. Sembra la bora di Trieste.

Raggiunto il centro dalla stazione centrale, sbatto il muso contro il Mac Store di Buchanan Street, la via dei negozi e dello shopping, e non posso fare a meno di entrarci.

Mentre giro la città, dal centro, alla cattedrale (il cui interno è molto bello), alla necropoli, mi rendo conto che non ha quartieri centrali particolarmente attraenti, a meno che uno non adori lo shopping (e io lo odio). Sembra più la parte vecchia di una città statunitense che europea. I palazzi più vecchi sono a occhio e croce dell’800. Tutto è focalizzato intorno a grandi gallerie di negozi e centri commerciali e la folla occupa le vie del commercio. Non è che mi piaccia gran che.

Compro un nuovo quadernetto per i miei appunti, l’altro l’ho terminato. Faccio foto ad un gruppo di ragazzini che ballano Breakdance, rubando gli sguardi incuriositi delle ragazze per la strada.

Quando sento il suono delle cornamuse, mi sciolgo…  lo seguo e rimango ad ascoltarlo per un pò.

Trovo anche un espresso decente al Caffè Nero. Quanto meno è basso al punto giusto, ed è già un miracolo.

Alle 15.30, di Glasgow ne ho abbastanza, riprendo il treno e torno nella mia Ayr. Leggo il libro di fotografia, mentre faccio il viaggio.  Arrivato in stazione, verso le 16.30, sta piovendo, così, nonostante la vicinanza, entro nel B&B bagnato fradicio. Mi faccio una lunga doccia calda ed un tè. Mentre mi lavo mi accorgo di non aver pranzato, ma la ricca colazione mi porterà fino a cena.

Passo il resto del pomeriggio ad organizzare e prenotare per il giorno successivo. Mi sposterò a Perth per due notti. E aspetterò Vancio.

Esco per cena verso le 19.30, pian piano sto prendendo gli orari da scozzese (più che altro ho una fame bestia). Entro nel mio solito Pub, che, stasera, forse per la pioggia, è pieno. Mi faccio ancora la zuppa di pomodoro, che adoro, e provo i famigerati Fish & Chips. Non male, ma non il mio piatto preferito. La clientela stasera è di rilievo. C’è un gran bel giro. La Scozia mi sorprende sempre.

Proseguo raggiungendo un locale che mi fu consigliato il primo giorno, per bere qualcosa dopo cena. E’ il Geordie Rhyme. Voglio assaggiare un bicchiere di Whisky Scozzese di puro malto, come Michele. Entro. All’interno mi accolgono la padrona, un piccola signora, e due clienti che stanno guardando la Guerra dei Mondi in TV. Magari stavolta era meglio se rimanevo dov’ero. Mi faccio consigliare. Il Whisky è buono.

Domani mi rimetto in strada.

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