Non sarà un’avventura (?)

L’avevo promesso. Solennemente.

A me stesso e all’Ale.

Non sarei mai andato a fare una vacanza stanziale a meno di 200 km da casa.

In riviera.

Come i Cesaroni (parafrasando il mio saggio padre putativo Mao).

Costi quel che costi.

Sono schifosamente snob, ma ne vado fiero.

Ne andavo fiero.

Io che macino quasi 45.000 km all’anno solo per lavorare, che sono andato da Ferrara al Portogallo e ritorno con Alessandra, che ho percorso con mia madre e mio padre un bel pezzettino del cammino di Santiago, che ho mangiato oltre 1300 km in un giorno per andare a surfare a Lacanau Ocean e sono tornato a casa passando dalla Germania, che ho raggiunto in solitaria il punto più settentrionale della Scozia da Ferrara in due settimane e da là sono tornato in 3 giorni con Vancio, che per quattro anni ho girato in lungo e in largo la penisola Iberica con la cumpa, manco fossi Hemingway, che ho fatto con Nino il Coast to Coast americano da Los Angeles a Miami in 10 giorni sulle tracce di Keruoac e Bukowski, che ho camminato la Via degli Dei con sorella e amici al seguito, che sono andato a piedi fino a Mesola da Ro Ferrarese in giornata con Gianlu e Matti, che ho raggiunto San Sebastian in treno e ho poi girato l’Europa con Vancio e Nino, che ho fatto il giro della mia bellissima penisola in senso antiorario, che ho visitato Francia, Belgio e Paesi Bassi in due settimane con Riccio, che, perfino durante la prima gravidanza di Alessandra, ho visitato le capitali mitteleuropee , che appena ho la possibilità passo il confine per scorribande croate, che ho scelto la Sardegna come prima vacanza di mio figlio a otto mesi, che mi perdo ancora a ricordare i più avventurosi viaggi della mia giovinezza, quelli in macchina di notte a guardare le stelle e a respirare l’aria profumata dai finestrini abbassati, o a mangiare chilometri extracomunitari.

Io che ho letto due volte On The Road.

Che spaccone.

Io che ho creato questo blog per parlare di viaggi, di avventure (e non di vacanze).

Io quest’anno rompo il patto con me stesso.

No, non è colpa del Covid, né della seconda gravidanza dell’Ale.

Tradisco e basta.

Vado otto giorni a Bibione.

A Bibione. Otto giorni, Drugo.

Meno di due ore. Ci metto quasi di più per andare a lavorare.

Arriviamo, otto giorni di mobile home – spiaggia e spiaggia – mobile home e poi torniamo.

Tutto qua.

Non sarà un’avventura?

Per riprendermi dall’infausta decisione ho cercato aforismi di terzi che giustificassero la mia incomprensibile scelta.

Faccio sempre così, se non trovo risposte dentro di me, le cerco altrove. Ma le cerco.

Questo mi è sembrato il più adeguato a suggerire i migliori auspici: “chi non può cambiare idea non può cambiare nulla.”

E Bibione sia.

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