Vecchio lupo di mare

Ci svegliamo con un gran vento. Partiamo presto e raggiungiamo una spiaggia nuova.

Per arrivarci andiamo alla fine di una strada lunga lunga. Ci sono così tante macchine che non riusciamo a mettere giù la nostra.

Matusa contratta con persone vestite di blu, dall’aria severa, poi sparisce col fratellone, molla me e la santa madre in strada, poi torna dopo un sacco di tempo con un bigliettino che mette nella macchina, si carica di roba che sembra un mulo e finalmente ci incamminiamo.
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Il re della cantina

Poco dopo la sveglia, saliamo in macchina.

Matusa ci porta in una casa dove c’è una tipa che racconta un sacco di storie su roba da bere, credo riguardi l’uva. Mai assaggiata quella brodaglia, non ha un buon profumo come la birra, ma pare riscuota un discreto successo con mio padre, e non solo.

In questo posto che si chiama cantina, ci sono anche la zia, Pi, e la mia bella cuginetta Aida, che se la spassa con il fratellone e mi nota solo poche volte per vedere se e come mangio.

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Dieci mesi

Oggi compio dieci mesi.

Il tempo è volato. Sembra ieri che ne avevo nove.

E comunque me ne sento ancora tre, ho le energie di un neonato.

Dovrò stare più attento a quello che mangio, non potrò più abbuffarmi di latte tutte quelle volte al giorno. E dovrò spingere di più con gli allenamenti, per imparare a camminare.

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Il saluto al sole


Ci svegliamo con un gran vento.

Io non sono certo quello che si possa definire un esperto, ma credo fermamente che oggi il mare non lo toccherò.

Ci mettiamo in macchina abbastanza presto, non ho idea del perché, finché non arriviamo dai nonni. Loro non stanno però nella solita casa, quella dell’orso enorme con tutti i giochi che fanno suoni e i tappeti con gli animali, ma in una casa più piccola, vicino al mare.

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Il raffreddore

Mi sveglio alle 6.00 per il latte e poi alle 8.00, ancora per il latte: doppia razione. Sembra che la vacanza metta appetito.

Quando tutti i ragaz sono svegli, poi, facciamo tutti insieme un’altra colazione sul terrazzo, con vista sul mare; non mi faccio mancare altri due biscotti e un po’ di mela. Sono tranzollo.

Tuttavia, pare che anche questa mattina starò con la mamma, mentre Matusa e il fratellone se la vogliono squagliare. Cosa avranno poi da fare da soli, non si capisce.

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Il marinaio di acqua dolce

Chiedo il latte insolitamente tardi: tutta quell’acqua stanca, parecchio.

Il Matusa mi porta fuori, sul terrazzo, e rivedo tutta quella vastità (del ciuccio che me ne frega).

Mi guardo intorno, la cumpa si è sistemata, usciamo e ci fermiamo per un caffè. Lo annuso dalla tazzina, lo sposto violentemente con la mano: decisamente sotto la media.

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Ma che buona la sabbia!

Sgrano gli occhi! Appena sveglio faccio sempre così. Anche se non c’è nulla di preoccupante, tipo modalità prevenzione.

Sono in macchina.

I ragaz (mamma santa, fratellone e Matusa) sono tutti lì con me, mi guardano pieni di sentimento, come sempre, e fanno certe facce buffe.

Scopro che in macchina ci rimaniamo per molto tempo. Macchina, pappa, macchina, pappa, macchina. Ma cosa succede? Dove andiamo? E i nonni?

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#exploringsardinia2021

Mi chiamo Riccardo, ho 9 mesi e so gattonare.

Stamattina noto uno strano via vai in casa mia. Tutti che corrono, portano cose, chiudono scatole, riempiono la macchina.

Penso: c’è qualcosa di grosso nell’aria.

Poi trovo questo gioco di colori per terra. Gli do una occhiata, lo assaggio, ma non è un gran che e non lascia indizi.

Comunque, che sia latte o che sia uova, ad un certo punto prendiamo la macchina e partiamo.

Io, la mamma, il fratellone e Matusa.

Andremo a pranzo dai nonni.

Intanto faccio un pisolo, vediamo come butta.

Non è finita finché non è finita (epilogo)

E’ quanto suggerisco a Frenci da tre giorni a questa parte, come un mantra.

“Non è finita…”

“…finché non è finita.”

L’ha imparata.

Prendiamo in prestito le bici, un ombrellone e due lettini per la mattinata, subito dopo il check out. Vogliamo salutare il mare, l’ultima volta.

Bibione Beach ci saluta con l’acqua più trasparente di sempre e pesci che ci salutano le caviglie, mentre camminiamo nella bassa marea.

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