Operazione gesso

Frenci ha il gesso da quasi tre settimane e sta per scadere il termine previsto per un primo controllo e l’eventuale rimozione. Si è infortunato facendo skate con i bro al park della Darsena, di fianco a Mr. Ock. Ho sottovalutato la cosa e per più di quattro giorni abbiamo aspettato. Pensavo fosse una storta. Da ex infortunato non immaginavo si potesse camminare con la tibia rotta senza piangere, e invece. Come direbbe Orso, sono proprio un patacca.

Ad ogni modo siamo in viaggio da quattro giorni e ce ne mancano ancora 17, quindi non potremo tornare a Cona tanto in fretta e non abbiamo intenzione di far tenere il gesso a Frenci un giorno di più. Decine di parchini lo attendono. Scatta l'”operazione gesso”: dovremo toglierlo in Olanda.

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Just like Belgium

Prendo in prestito il titolo di una vecchia canzone di Elton John, perché oggi è un giorno speciale del nostro viaggio: l’ultima bella tirata per raggiungere la nostra prima meta, l’Olanda. Ma dormiremo in Belgio. Ed Elton per me è sempre stato speciale. Comunque, meglio io vada per ordine. La scrittura creativa non è mai stata il mio forte.

Ci svegliamo verso le 8.00, vista convento medioevale di Turckheim, c’è il sole, suonano le campane e un passante porta a passeggio due cani, o forse il contrario. ” Bonjour”.

Mi sembra di vivere un’altro tempo, mentre carico le valigie nella macchina, parcheggiata nella stradina di ciottolato sotto casa, a doppio senso di marcia, ma larga a mala pena lo spazio necessario per far passare un mezzo, a fianco di case dall’aspetto piratesco, e mi aspetto di incontrare Adso da Melk da un momento all’altro. Un po’ come mi successe nel 2016 a Sobrado, lungo il Camino di Santiago del Norte.

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Code e pioggia

Apro gli occhi alle 7.15 circa, dopo una bella dormita, in anticipo di quasi un’ora rispetto alla sveglia prevista. Sfrutto l’occasione per andare in bagno in santa pace e farmi una doccia terapeutica, alternando acqua calda e acqua fredda (e da queste parti è gelida, tipo torrente di montagna). L’idea è di partire in tempo per evitare code al traforo del San Bernardo.

In Val D’Aosta la pressione dell’acqua non è un problema. La doccia ha un getto così forte che bisogna usarlo con cautela, può causare dolore fisico: ci si potrebbe lavare l’auto, tipo lancia.

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Pranzo a sbafo, risaie e avventure croate

Chiudiamo le portiere dell’auto alle 10.30 circa, dopo la nostra colazione preferita: Bar San Giorgio.

Dirigiamo il mezzo verso sud, raggiungeremo Aosta per la “via bassa”, evitando il traffico previsto per zona Brennero, Milano e laghi.

Il viaggio scorre liscio, a parte qualche fisiologica bisticciata. Ho sistemato i pargoli con una super playlist a base di Simple Plan, Michael Jackson, Niccolò Fabi e Alanis Morrisette. Perfino Orso & Orso (due piccoli orsi di plastica, identici, se non consideriamo la sfumatura del colore, compagni di viaggio di Frenci e Richi) , se la spassano alla grande, ballando gran parte dei pezzi più movimentati.

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E via, verso… dove?

31 luglio 2025, giovedì piacevolmente soleggiato.

Ho spuntato quasi tutte le attività della mia to do list per raccogliere tutto quello di cui avremo necessità e chiudere la casa nel migliore dei modi.

Mi bevo una Forst analcolica e mangio taralli giganti in giardino, tra le urla di Richi e Frenci per l’ennesima bisticciata fraterna.

L’auto è già carica.

Anche noi, nonostante qualche bega che risolveremo in viaggio.

Il viaggio è terapeutico.

Domani partiamo, per nuove mirabolanti avventure, ma per quali luoghi?

Cerca gli indizi nella foto.

Ci si legge qua 🤙🏻

#copenaghenontheroad , gli sguardi

Ed eccoci al termine.

Ho sistemato le foto della vacanza, le più belle, secondo me.

Se invece preferite leggere il diario è qua sotto.

Alle prossime mirabolanti avventure!

Il cerchio si chiude

Mi sveglio un’ora prima per lavorare un po’, mentre il resto della ciurma dorme: qualche F24 e delle mail arretrate. Oggi si chiude il cerchio. Prepariamo per l’ultima volta i bagagli, riempiamo i bauli e, dopo una colazione al bar, ci mettiamo in marcia verso casa.

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Il gioco della moneta

Per la prima volta dalla nostra partenza troviamo una casa con tapparelle. Le abbassiamo tutte creando il buio perfetto e infatti ci svegliamo alle 10, Tanto la giornata è uggiosa e piove. Per rallegrarla facciamo doppia colazione, una in casa e la seconda a bar-forno del paese.

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Quando torniamo in via Pitteri?

Richi si sveglia, entra nella nostra camera, si distende al mio fianco, si fa abbracciare e all’orecchio mi sussurra: “Papà, quando torniamo in via Pitteri?” Siamo arrivati al capolinea, non ne può più e lo capisco, anche io ho voglia di tornare.

Dopotutto, come dice Niccolò Fabi, “ogni strada sceglie il suo ritorno”, e anche questa strada, che ci ha fatto apprezzare la Danimarca, ha scelto il suo.

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