Conquistiamo la Danimarca, arrr!

Anche questa mattina Richi si sveglia in preda a domande fondamentali: “papà, ma perché qui non c’è il bidet?” Improvviso una spiegazione plausibile. Probabilmente le troppe docce lo hanno insospettito.

Liberiamo il comodo e bell’appartamento di Stade, del quale ricorderò soprattutto i contro-davanzali che adoro, sposto l’auto e la carico di valigie, avendo cura di non parcheggiarla in posti vietati. Con chat GPT fotografo i segnali stradali e i cartelli per avere una traduzione simultanea, senza dover digitare parole troppo lunghe e complesse. Sono un fannullone.

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Eins, swei, polizei

Accennavo, ieri, a quanto sia fondamentale nella vita irrobustire la capacità di trasformare gli imprevisti in opportunità.

Bè, me la sono proprio chiamata. Avrei dovuto fare più attenzione, una delle legge dell’universo più conosciute è proprio quella per cui gli imprevisti non vengono mai soli. E soprattutto non devi chiamarteli.

Ma partiamo con ordine e prima di raccontarvi delle avventure bukowskiane di oggi volevo darvi la mia impressione su Stade, la cittadina che ci sta ospitando, e sugli usi e costumi locali.

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Un viaggio febbricitante

Un viaggio porta sempre con sé qualche imprevisto. Altrimenti non è un viaggio. Ma ogni imprevisto può essere una opportunità, se sappiamo prenderlo nel modo più favorevole al nostro sentire.

Richi si sveglia con la febbre alta e questo mette un po’ di pepe al nostro itinerario immaginato, almeno per i prossimi giorni. Vediamo se sapremo rendere questo imprevisto una opportunità.

Comunque resta positivo e quando vede la mamma le dice: “oggi sei ancora più bella”. Lei si scioglie come neve al sole. Richi ha fatto giornata.

Col suo esempio ci insegna a mantenere una visione positiva, comunque vada: possiamo trovare le opportunità ovunque, in particolar modo proprio a braccetto con gli imprevisti.

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Friday in the park (semicit.)

Chi conosce i Chicago (gruppo rock statunitense, formatosi nel 1967 e autodefinitosi “band di rock and roll coi fiati”) saprà che il titolo del post (che richiama il titolo della loro canzone) dovrebbe essere “Saturday in the park”, tuttavia oggi è venerdì.

Come promesso, impostiamo la giornata sul totale relax e l’assenza di piani impeccabili. Non ci sentiamo vicini a Napoleon Hill oggi, siamo più dei Ted Lasso itineranti (o dei vagabondi del Dharma).

Ci lasciamo andare, ci facciamo trasportare dalla corrente, annusando il potenziale attorno a noi, senza meta. Unica direttrice Memmingen, perché ci serve una città con abbastanza parchi giochi da arrivare a sera.

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Cip e Ciop

Partenza in ritardo sulla tabella di marcia pianificata, come spesso accade in queste occasioni.

Perché poi, pianificare, non fa altro che alimentare l’illusione di poter controllare le onde della vita; bisognerebbe pianificare forse di meno e cavalcarle di più, all’occorrenza. Ma, si sa, quello che insegno è il ciclo di Deming. E le credenze modellano la vita. Dovrei cambiarne qualcuna.

L’obbiettivo della giornata è raggiungere la casa sull’albero a Erkheim: Frenci e Richi (in arte Cip e Ciop) attendono questo momento da parecchie settimane. Sono trepidanti. E scoppiettanti.

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Copenaghen on the road

Migliaia di chilometri da macinare.

Luoghi mai visti, linguaggi sconosciuti, volti ignoti e abitudini estranee.

Il tempo è vicino, per conoscere il diverso, per mettersi in discussione, per lasciare andare, per mettersi i vestiti di altri e poi andarci a fare un giro (cit.).

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#liguria2023 , gli sguardi

Ed eccoci al termine.

Io sono giù in salotto, nella mia casa di sempre, finalmente a suonare con i miei strumenti, la batteria, la chitarra, il pianoforte, mentre la santissima madre sta facendo cose e il Matusa scrive quello che vi sto dicendo.

Ha sistemato le foto della vacanza, le più belle, dice lui.

Se proprio non riuscite a fare a meno di vederle, le trovate qua sotto.

Se invece preferite la parte più interessante, potete leggere il mio diario di bordo qua sotto.

Da Riccardo, 2 anni, quasi 3, è proprio tutto.

Passo e chiudo.

Sulla strada per il vino

E infatti partiamo. Raccogliamo tutte le nostre cose, sopratutto il cane azzurro, l’escavatore, il trattore verde e il Timion e il Matu carica la macchina.

Salutiamo la casa del mare, il mare e un gabbiano che si siede sempre di fronte alla nostra finestra.

Ci fermiamo prima a fare colazione, poi a fare colazione, ancora, e infine a pranzare.

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Frenci l’esploratore

È da inizio vacanza che chiede un regalo a Santissima e Matusa, finalmente oggi ha deciso.

Il mio fratellone ha visitato tutti i negozi di giocattoli della riviera ligure e cosa ha comprato? Una cintura. Almeno io mi sono fatto regalare l’ennesimo trattore verde e le bolle di sapone… vai a capire i grandi tu!

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