Mattoncini e biscottini danesi

Sveglia quasi da marine, ore 7.00. Facciamo su le canne, come si suol dire, e dopo una veloce colazione non molto soddisfacente, almeno per me, lasciamo la bella Aalborg, che ci ha fatto da casa per tre notti e ci dirigiamo ancora una volta a Billund.

Oggi i ragazzi si sparano la Lego House e il ristorante Mini Chef. E fra i ragazzi mi ci metto in mezzo anche io.

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Un piede nel Baltico e l’altro nel mare del Nord

La pizza la digerisco molte ore dopo averla ingerita e quando mi sveglio al mattino mi muovo come Robocop prima della lubrificazione alle articolazioni. Tuttavia mi attendevo una notte insonne a causa di infiammazione alla spalla (mi capita spesso se esagero con le bracciate), ma dormo come un bambino.

Questa volta per colazione opto per il tradizionale tortino di mele alla cannella e non mi fa rimpiangere la pasta al cardamomo, che comunque resta in prima posizione con discreto distacco.

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Cold Hawaii

Facciamo colazione in un bar vicino a casa, una piccola spesa per il pranzo al sacco e accendiamo i motori: destinazione Klitmøller, soprannominato “Cold Hawaii” perché la zona presenta condizioni di vento uniche che ricordano quelle che si possono trovare alle Hawaii. Dal 2010 la città ospita la Cold Hawaii PWA World Cup, una competizione internazionale di surf in cui 32 dei migliori surfisti del mondo si contendono la vittoria. 

Oggi scoprirò se i quindici minuti di ginnastica che faccio tutte le mattine, da due anni a questa parte, hanno un senso oppure no. Lo faccio per arrivare pronto a momenti come questo, il surf e poche altre attività sono la motivazione. Non entro in acqua con una tavola dal 2015, quando visitai l’Algarve. Mi ero ripromesso di tornarci quanto prima, mi sono anche comprato una tavola nuova, ma nel frattempo è arrivato agosto 2024. Oggi faccio all-in.

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Verso Nord

Salutiamo Heidi e Jens Ove, i cordiali proprietari della casa che ci ha ospitati per tre notti nella campagna del sud della Danimarca. CI siamo sentiti parte dello stile di vita hygge, un termine danese che descrive un senso di accoglienza, calore e comfort.

Tuttavia parto con il baule sopra il tetto dell’auto ancora aperto. Lo stress non mi ha ancora abbandonato. Grazie Ricciola per avermelo ricordato, così da non poterlo omettere dal mio racconto.

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Selce, aringhe e birra

Ci svegliamo senza fretta né impegni, nella campagna danese. La prendiamo scialla, colazione in mutande e chiacchiere davanti ad una tazza di latte e cereali o te e Danish Butter Cookies .

In Danimarca ci sono solo sei stazioni con il GPL. Ne trovo una più o meno lungo la nostra direzione, per raggiungere Ribe. Imposto il navigatore e partiamo.

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Legoland full monty

Alle 9.30 siamo in macchina, motori accesi. Nemmeno quando dovevamo spararci oltre 700 km ci siamo riusciti. Il potere del gioco è sottovalutato. I pargoli non hanno perso un solo secondo, sembravano dei soldati durante una esercitazione per ottenere una promozione. Sinistr, destr, sinistr, destr.

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Conquistiamo la Danimarca, arrr!

Anche questa mattina Richi si sveglia in preda a domande fondamentali: “papà, ma perché qui non c’è il bidet?” Improvviso una spiegazione plausibile. Probabilmente le troppe docce lo hanno insospettito.

Liberiamo il comodo e bell’appartamento di Stade, del quale ricorderò soprattutto i contro-davanzali che adoro, sposto l’auto e la carico di valigie, avendo cura di non parcheggiarla in posti vietati. Con chat GPT fotografo i segnali stradali e i cartelli per avere una traduzione simultanea, senza dover digitare parole troppo lunghe e complesse. Sono un fannullone.

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Eins, swei, polizei

Accennavo, ieri, a quanto sia fondamentale nella vita irrobustire la capacità di trasformare gli imprevisti in opportunità.

Bè, me la sono proprio chiamata. Avrei dovuto fare più attenzione, una delle legge dell’universo più conosciute è proprio quella per cui gli imprevisti non vengono mai soli. E soprattutto non devi chiamarteli.

Ma partiamo con ordine e prima di raccontarvi delle avventure bukowskiane di oggi volevo darvi la mia impressione su Stade, la cittadina che ci sta ospitando, e sugli usi e costumi locali.

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Un viaggio febbricitante

Un viaggio porta sempre con sé qualche imprevisto. Altrimenti non è un viaggio. Ma ogni imprevisto può essere una opportunità, se sappiamo prenderlo nel modo più favorevole al nostro sentire.

Richi si sveglia con la febbre alta e questo mette un po’ di pepe al nostro itinerario immaginato, almeno per i prossimi giorni. Vediamo se sapremo rendere questo imprevisto una opportunità.

Comunque resta positivo e quando vede la mamma le dice: “oggi sei ancora più bella”. Lei si scioglie come neve al sole. Richi ha fatto giornata.

Col suo esempio ci insegna a mantenere una visione positiva, comunque vada: possiamo trovare le opportunità ovunque, in particolar modo proprio a braccetto con gli imprevisti.

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