In mezzo allo Champagne

Mi sveglio con molta fatica alle 8.00. E’ il 7 Agosto, 4° giorno. Probabilmente inizio a rilassarmi, o il ginocchio migliora.

Liberata la stanza, mi prendo un caffè e un succo di mela dalla macchinetta-distributore, nella hall dell’hotel. Oggi si parte col sole e una bell’aria frizzante. Inizio a viaggiare con The Best of Bootlegs di ELP .

Passo attraverso Gray: sembra una cittadina di mare, viene indicata pure la spiaggia. Hanno messo ombrelloni in mezzo alle rotatorie e il ponte sul fiume è ricamato di fiori. Ma il mare è lontano. Qua si accontentano. Mi fermo in un forno a prendere un pain au chocolat, una pasta all’uvetta e un thè freddo, per il viaggio.

Attraverso campi di girasole,  boschi, campi di pale eoliche e dolci colline con pascoli verdi e mucche bianche. La strada è un continuo sali-scendi. Divertente guidarla. Un trasporto eccezionale di un paio di enormi trasformatori elettrici A/M della Siemens mi rallentano per una decina di minuti. Nelle strade blu fai fatica a sorpassare. Cambio musica.

A Langres, mi ascolto le prove dell’organo della cattedrale. Mi fermo a comprare frutta e un pezzo di formaggio. Alle 12.00, la boulangerie del paese ha finito tutte le baguette. La cittadina ha 3,5 km di mura intatte che la circondano. Le persone ci fanno jogging. Mi sento un pò a casa.

Riprendo la strada. I tragitti panoramici di Via Michelin sono eccezionali. La strada è bellissima. Lunga, dritta e sopra i profili delle colline. Si vede sempre a 360 gradi. Alle 13.00 circa supero il traguardo dei primi 1000 km di questo viaggio.

Quando entro a Chateauvillain il cielo si è coperto. Entro in un giardino chiamato “medioevale”. Una vecchietta mi dice di aspettare un pò che tra poco inizia il percorso guidato, i giochi medioevali ed il rinfresco, ma non ho tempo e la ringrazio. Il paesino mi ricorda quello del film Chocolat. Ogni casetta ha un orto. Qua sembra valga ancora l’economia della sussistenza. Faccio un tuffo nel medioevo. Esce di nuovo il sole.

Riprendo la macchina, parcheggiata sotto un enorme salice piangente e mi rimetto in strada. Informazioni sparse sul territorio mi fanno capire che sto entrando nella regione dello Champagne. Ma non vedo vitigni.

Alle 14.40 sono a passeggio per Bar Sur Aube e scopro che la “freccia” non è prerogativa di Besançon. Ma stavolta non ho tempo di seguirla. Mi prendo un caffè. Esco dal paese ascoltando Miles Davis.

Finalmente vedo i primi vigneti di Champagne. Quando sosto a Brienne le Chateaux, non ho più voglia si strade, chiese e palazzi. La cittadina è in mezzo a tre laghi. Ne scelgo uno a caso. Il Lac du Temple. Seguo la strada fino in fondo. All’ultima curva la strada si trasforma nello scivolo per le barche. Entra in acqua. Accosto. Sulla piccola spiaggia c’è una famiglia che pesca. Giro i tacchi. Provo con il secondo lago e arrivo in una stazione balneare. Fanno sci d’acqua. Ci saranno state si e no cento persone. Il lago non sembra pericoloso, ma per quel centinaio di persone ci sono tre bagnini attenti a quel che succede. Mi rilasso 5 minuti su una panchina valutando quanti tipi di turisti ci siano in giro. E io sono uno fra quelli.

Riparto. Sono in astinenza da Rock e rimetto Acthung Baby. Mentre guido inizio a parlare da solo, come fanno le nonne mentre fanno i solitari in cucina, aspettando che sia pronto il ragù.

Alle 18.15 sono a Chalons en Champagne. Mi prendo una birretta nella bella piazza del municipio e mi perdo a fare foto, anche se non me ne esce una buona. Per un giorno che ero in linea con la tabella di marcia, perdo tutto il vantaggio.

Riparto e mi immergo in una infinità di colline bassissime, letteralmente ricoperte di viti. C’è tanta uva da ubriacarci tutto il mondo!

Alle 20.00, a parte il tramonto, ci sono solo io, in mezzo a tutto quello Champagne. Passo attraverso i campi di Moët & Chandon.

Alle 20.40 sono in Hotel a Reims. Esco subito per cenare, anche se non ho una gran fame. E’ strano perché non ho mangiato molto. Forse accuso la stanchezza. Mi sono fatto altri 380 km di strade blu. Domani però posso riposare.

Mentre cammino in centro a Reims, passo vicino alla cattedrale. Sono le 21.30 circa. C’è un sacco di gente che guarda la facciata di ingresso. Vedo un impianto luci imponente e allora capisco. Alle 22.00 deve esserci lo spettacolo di suoni e luci proiettate in faccia alla cattedrale. Mi cerco una Brasserie con tavoli fuori da cui poterlo vedere. Non voglio fare il Gianluca della situazione, ma mentre mangio una bistecca di tonno con patate e ratatuille e mi bevo una bionda, ammiro il più bel spettacolo di suoni e luci della mia vita. Domani sera so cosa fare.

Scappo in branda, anche perché nel frattempo si è rinfrescato parecchio e io sono ancora in maglietta e pantaloncini.

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