Una mezza maratona di relax

  

Dormo 9 ore filate, senza nemmeno problemi digestivi, nonostante la cena particolarmente abbondante. La brutta notizia è che ha ripreso a piovere. Il bucato steso la sera prima non é asciutto e devo rimediare con il phon.

Ci incamminiamo verso le 9.45. Il sentiero segue la statale parallelamente, ma con molto più fango. Percorriamo sterrati che costeggiano le fattorie, delimitati da muretti in pietra coperti da muschio e muffe verdissimi.

Dopo circa un’ora mi torna il dolore alle caviglie. Devo avere una forte infiammazione. Mi prendo un antidolorifico.

Parliamo tantissimo, dei più svariati argomenti, tra una foto e l’altra agli animali da soma che pascolano sereni.

La pioggia va e viene, non è insistente. Verso le 12.00 ci fermiamo per una sosta in un bar vicino a Martinan. Il gestore ci dice che i pellegrini hanno nominato la sua tortilla la più buona del cammino. Io non le ho mangiate tutte, ma potrei nominarla la più buona di Spagna. Facciamo scorta per la prossima sosta.

L’effetto dell’antidolorifico se ne va, ma il cammino mi offre un bel rigagnolo di acqua congelata. Mi bagno i piedi e ricominciamo a camminare. È quasi meglio della pastiglia.

Verso le 16.00 completiamo i 21 chilometri della tappa ed entriamo a Vilalba. Ci mangiamo la scorta di tortilla più buona dell’universo nel bar dell’Hotel dove alloggiano Marisa e Valentino. Poi ci separiamo. Passo a prendere della crema antinfiammatoria e dei tappi di cera in farmacia e mi dirigo verso un albergue privato nel centro di Vilalba. 

Vilalba è una città! Negozi, ristoranti, hotel… Cose che il cammino ti fa dimenticare.

Arrivo all’albergue privato, Castelos. Per 14 euro dormo e avrò la prima colazione. È molto pulito e ben organizzato, unica camera di 50 posti letto, ma siamo al momento in sette, tra cui i soliti pellegrini che incontro ogni volta.

Mi immergo nel solito rituale doccia, bucato, creme per piedi e caviglie e sistemazione zaino.

La serata la passiamo ad abbuffarci  di buonissimo pulpo alla gallega, accompagnato da sidro e sottofondo di musica celtica.

Domani ci aspetta una tappa importante: 34 chilometri.

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