Cantine aperte, in Franciacorta: degustazioni in cantina e consigli

Terminata una abbondante e deliziosa colazione e completato il check out, iniziamo il nostro tour di cantine.

L’organizzazione Cantine Aperte prevede, in Franciacorta, una quota di iscrizione di 15 euro all’ingresso della prima cantina, momento in cui viene anche fornito il calice, e valida per tutte le cantine e le degustazioni che saranno visitate nella stessa giornata.

La prima da noi selezionata è la Contadi Castaldi, posta all’interno di quella che fu una antica fornace, quarta cantina per volumi prodotti di Franciacorta.

I “contadi“ erano, in epoca medievale, le contee della Franciacorta, piccole unità
territoriali rinominate per una produzione agricola di eccellenza. I “castaldi” erano i signori delle contee ai quali veniva affidato il governo delle terre. Il nome sintetizza la vocazione di questa cantina che raccoglie le uve di molti produttori diversi per fare il suo particolare Franciacorta.

Il tour è ben organizzato e la visita piacevole. Scopriamo che, da pochi anni, oltre ai classici vitigni di Pinot Nero, Pinot bianco e Chardonnay, nel disciplinare Franciacorta è stato aggiunto anche il vitigno autoctono Erbamat, ad oggi raramente utilizzato.

Per scelta strategica, questa cantina evita quasi totalmente di passare al vino terziari attraverso affinamento in Barrique e fa avvenire la seconda fermentazione nella bottiglia, anche per i grandi formati.

In degustazione ci vengono offerti:

  • Brut: al naso è fresco, con note floreali, agrumate e speziate; in bocca è fresco con venature sapide.
  • Rosè: al naso note floreali e di frutti di bosco, sfumature di frutta gialla e tropicale; in bocca è strutturato, nitido e sapido.

La seconda cantina che visitiamo è l’azienda agricola Bosio, Impresa familiare situata a Corte Franca.

Poiché si pongono come obiettivo primario la produzione di vini nel rispetto dell’ambiente, hanno introdotto sui loro terreni solo coltivazioni biologiche, da poco più di un anno.

Vendono solo in Italia e per loro scelta il liqueur d’expédition deriva solo e sempre dai loro vini.

La loro riserva Pas Dosè del 2009, il cui nome è un omaggio al padre e fondatore dell’azienda, Girolamo Bosio, ha ottenuto diversi riconoscimenti.

In degustazione ci vengono offerti:

  • Brut: bouquet tipico di profumi floreali e lieviti; al palato si presenta morbido, fresco e complesso.
  • Nature: bouquet equilibrato con note di lievito e fiori bianchi, al palato presenta una bollicina delicata, di gusto fresco sapido e complesso.

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La terza cantina che visitiamo è la F.lli Berlucchi.

L’organizzazione della visita in cantina risulta più dispersiva e meno appassionante di quanto visto fino ad ora, ma la location merita, anche solo per osservare gli antichi affreschi presenti all’interno della loro struttura.

In degustazione ci vengono offerti:

  • Pas dosè: al naso profumo di lievito, con leggera nota speziata; sapore secco, pieno, armonico.
  • Rosè: al naso sentore di lievito, talvolta fruttato; in bocca sapido, fresco, fine ed armonico.

Infine andiamo a visitare la Tenuta Ambrosini. L’azienda è anche un agriturismo e il caso vuole che proprio oggi propongano una delle mie passioni: le ostriche. Trascorro una piacevole mezz’ora in loro compagnia, degustando.

La tenuta sorge nel comune di Cazzago S. Martino. Il padre e i tre figli, disponibili e simpatici, “tengono a bada” sia i visitatori di Cantine Aperte che gli ospiti dell’agriturismo in modo davvero efficace.

In degustazione ci vengono offerti:

  • Extra Brut: perlage finissimo e persistente, al naso è complesso e intenso, con note di frutti bianchi, agrumi e crosta di pane; al gusto si presenta asciutto, sapido e piacevolmente fresco
  • Saten: spuma soffice e perlage finissimo, bouquet con fragranze di lieviti, agrumi, frutti a polpa gialla e crema pasticcera; al palato si presenta fresco, equilibrato e cremoso.

E adesso vediamo qualche buona regola per favorire una buova degustazione:

  • non usare profumi intensi;
  • non ingerire sostanze dal sapore forte e persistente;
  • non fumare;
  • non degustare più di 10/12 campioni di vino (e il campione non è ovviamente un calice, con deglutizione non superare i 6 campioni);
  • degustare ad orari adeguati, meglio la mattina e il mezzodì;
  • seguire una sequenza logica di assaggio (dai bianchi giovani, fino ai rossi più evoluti e ai vini da dessert);
  • essere in stato di riposo adeguato e non raffreddati.

Buona degustazione a tutti.

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