L’ultima cena

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Quel tirchio del vecchio scuce le kune, finalmente, e stamattina mi porta sui gonfiabili. SUI GONFIABILI! Sembro Spiderman, a gattoni, scivolo dappertutto e, quando non riesco a fare il percorso perché troppo complicato per un duenne che ne dimostra quattro, mando il vecchio in acqua, gli salgo sulle spalle tipo koala e lo uso come cavalluccio marino, facendolo nuotare fino alla stazione successiva. E il tutto senza giubbotto di salvataggio. E’ ganzo, roba da non credere!

Poi, i centenari, vogliono pranzare a Zara. Una cippa lippa: proprio non ci sto. Voglio andare a casa, disegnare sul mio tavolo, attaccare gli attacchini in tranquillità, far cucinare il babbo pasta al pomodoro, mangiare sereno senza estranei, poi svenire nel mio letto e compagnia bella. Sempre in giro vogliono andare, questi viveur dei poveri; se non fosse per me, avrebbero buttato via anche mezza spesa fatta l’altro giorno, che domani si parte! I soldi non crescono mica sugli alberi, no? Una volta, un tato vicino a casa mi ha fatto una moneta con una martellata, probabilmente funziona così: ci sono tati che fanno i soldi a martellate e tati che li spendono, come la mamma. Avanzano i tirchi, come il babbo.

Il dopo riposino è una bazza dietro l’altra. Un bel gelato pistacchio e cioccolato colora la mia merenda. Andiamo in spiaggia a salutare il mare e faccio l’ultimo bagno col vecchio. Realizzo una pista per le biglie e ci gioco con la mamma, mentre il babbo fotografa il tramonto. Facciamo un aperitivo con salatini, come nelle grandi occasioni. Poi a cena, l’ultima: io praticamente non mangio, conto i minuti per andare alle GIOSTREEEE!

Faccio i soliti giri, prima aereoplani con i matusa, poi giostrine per lattanti. Ma sono attirato da una giostra diversa, va velocissima e dicono si chiami calcinculo: non promette nulla di buono. Mi sembra vada troppo in alto per me. Il babbo conferma che è così e mi avvisa che è molto veloce, chiede alla tata dei gettoni se posso andare, lei dà il benestare: io mi butto. Voglio provarla ‘sta cosa. Roba da non credere, scheggia, velocissima. Alla fine del giro chiedo il secondo. La mamma quasi sviene. Sballo totale. Mi innamoro.

Mentre giro, i vecchi mi chiedono come và e io dico: “Va un pò troppo forte, però mi piace molto.” Ormai le giostrine dell’Ipercoop non possono darmi più l’adrenalina necessaria ad uno sballo degno di questo nome, dovrò cercare calcinculo anche a Ferrara.

 

 

 

 

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