Le jardin fait son cinéma

Richi si sveglia affamato. Carichiamo la macchina e liberiamo la casa deliziosa, ma talvolta scomoda (per andare in bagno di notte si è costretti a scendere dal primo piano al piano terra lungo scale strette e irregolari che attentano alla tua vita e cigolano come in un film dell’orrore): torniamo al parco della pace, luogo della festa della sera prima.

Il chiringuito fa anche petit dejeneur. Non chiude mai.

Ci dirigiamo a piedi e con la panza piena al castello di Chaumont. Fu costruito nell’XI secolo da Oddone e nel 1560 la proprietà del castello passò a Caterina de’ Medici la quale vi ospitò numerosi astrologi, incluso Nostradamus.

Il giro al castello è veloce e ai bimbi piace (e mi ricorda la vacanza spettacolare che feci con la mia famiglia da piccolo, proprio per visitare i castelli della Loira), ma la parte più interessante inizia con il festival internazionale dei giardini in un’area del parco del castello.

Quest’anno si intitola “Le jardin fait son cinéma” — “Il giardino fa il suo cinema”. La comunità mondiale dell’architettura paesaggistica ha creato 30 scenografie nei giardini della tenuta, ispirate a film celebri, design onirici e paesaggi evocativi (questo pezzo l’ho copiato).

Richi si accorge di aver perso la macchina fotografica, anzi di averla lasciata nel castello. Torniamo indietro una volta usciti dai giardini e fortunatamente la ritroviamo.

Pranziamo al parco della pace (ormai siamo dei clienti abituali) per far giocare i bambini e poco dopo le due ci rimettiamo in marcia.

Maciniamo tre ore di macchina e in mezzo ci mettiamo anche una spesa al supermercato.

Arriviamo a Le Tiercent, un comune francese di 183 abitanti (abitante più, abitante meno) in Bretagna verso le 18.30.

La casa, tipicamente bretone (muri spessi di pietra, tetto a falde molto inclinate e di pietre piatte, soffitti bassi, finestre piccole) è davvero ospitale; siamo in mezzo al nulla. Mi metto subito a cucinare della pasta al tonno. Ceniamo all’italiana e poi mettiamo a letto Frenci e Richi. Alle 22.00 c’è ancora luce da queste parti.

Sorseggio sidro dolce, mi stuzzico con chicchi di uva e biscotti al burro, mentre la Ricciola cerca cantine e fa il programma di domani.

Da domani ci immergiamo nella Bretagna e mi sto già ambientando.

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