Calma piatta

Ho saltato una puntata del diario per tre valide ragioni. Innanzitutto è stato un giorno di spostamento senza grandi avvenimenti (pausa a pranzo a Rennes con recidiva di galette e sidro e traguardo a Callac dove ci ha accolti Jess); in secondo luogo, io e Ale eravamo dei “dead man walking”, per motivi diversi; infine ho dovuto fare la contabilità del mese e ho terminato alle 23. Sono crollato stremato, con una gatta bella grossa.

La sveglia suona alle 8.30 e miracolosamente ci sentiamo meglio. L’idea è raggiungere l’oceano per divertirci con qualche onda. Controllo le maree con l’app Windy e pare che a Trestraou, vicino a Saint-Quay-Perros, sulla costa del granito rosa, ci siano movimenti di 0,6 metri, giuste per divertirci un pò con i bimbi.

Verso mezzogiorno siamo a destinazione. La baia e la spiaggia sono davvero incantevoli. Mi ricordano un po’ la spiaggia di San Sebastian, dei Paesi Baschi. Il sole si mostra e si nasconde continuamente, giocando con nuvole veloci. L’acqua è più fredda del previsto. Ma di un blu intenso, via via che si guarda sempre più verso l’orizzonte. Decine di bambini si riscaldano prima di entrare in acqua per le lezioni di surf.

Bellissime case di pietra e infissi in legno abbarbicate sul promontorio dietro la spiaggia guardano l’oceano. Mi viene una leggera voglia di emigrare. Poi passa.

Comunque di onde non se ne vedono, altezza massima sì e no 30 cm. La tavola da surf, tutta bella incerata e pronta a cavalcarle, ha fatto un giro a vuoto. Riccione in un giorno qualsiasi ha il mare più mosso.

Giusto Frenci ci prova gusto con la sua tavoletta. Ma passa la voglia anche a lui. Pranziamo al sacco e poi decidiamo di fare una pista per le palline e poi una passeggiata lungo la spiaggia, io e la Ricciola via sabbia, i due nani via scogli. Io colgo l’occasione per dedicarmi ad una sessione di fotografia. La marea si abbassa e la spiaggia si allunga di decine di metri. Spazi enormi tra noi e il resto del mondo.

Tornati al nostro ombrellone inizia a piovigginare, ma finisce in pochi minuti, Poi torna il sole. Per evitare di “buttare” completamente la giornata senza aver messo piede in acqua, mi butto nel blu con un tuffo, assaporando le fredde correnti. Tonificante.

Restiamo a bighellonare fino a ora di cena. Cerchiamo una pizzeria, ne abbiamo un disperato bisogno. Vicino a noi c’è Basilico, ma dall’app per la prenotazione sembra pieno. Decidiamo di provarci lo stesso, ci presentiamo alle 19.00 e ci trovano un tavolo da liberare entro le 20.30. Oro. La pizza è notevole, al tavolo di fianco al nostro una famiglia di napoletani lo conferma. La soddisfazione è sulla faccia di tutti.

Torniamo alla base, domani ci rimettiamo in viaggio, ci aspetta una settimana sulla costa atlantica del nord. Speriamo di essere più fortunati.

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