Una giornata perfetta

La sveglia suona alle otto e dieci. Verifico con Claude la situazione maree e incendi: conferma la meta, evitiamo Lacanau Ocean anche se allunghiamo la tratta. Nessun problema in vista. Ci prepariamo e alle nove e trenta ci mettiamo in marcia, destinazione Montalivet les bains.

Sono emozionato, temo un imprevisto dietro l’angolo. O di arrivare e trovare il mare piatto. Ho gli incubi.

E invece l’andata scorre liscia. Nessun intoppo, non mi sembra vero. Alle undici spengo i motori. Prendiamo tavole e zaini e ci incamminiamo. Vedo l’oceano e da lontano pare piatto. Niente schiuma. Mi viene un colpo. Ma è solo troppo lontano per apprezzare le onde. Quando scendo dalla duna e vedo la spiaggia tiro un sospiro di sollievo.

Onde, tribù in acqua a cavallo dei loro surf, sole, caldo, poco vento, acqua fresca, ma gestibile con la sola maglietta di lycra. Entro in acqua di corsa, con la mia tavola. Esco dopo due ore abbondanti. Faccio provare la tavola anche a Frenci e a Richi. Frenci cavalca la sua prima onda in piedi. Richi supera la sua paura del mare e si fa trasportare dalle onde seduto. Io mi diverto. Tantissimo. Cado, bevo acqua, fatico, vengo centrifugato, mi rialzo, nuoto, torno, perdo terreno, lotto contro le correnti. Ma ogni volta che ne prendo una e resto in equilibrio, sentendo la spinta dell’oceano dietro di me e il vento in faccia, vengo ripagato di ogni piccolo e grande sacrificio.

Esaudisco il secondo desiderio di questa vacanza. E conto di farlo ancora.

Pranziamo in spiaggia con panini. Inizia a piovere. Ci spostiamo in un bar per proteggerci. Smette nel tempo di una birra. Facciamo due passi fra i negozi e i locali della via principale del piccolo paese. Cerco una collana per me, ma non la trovo. Mi prendo un bombolone gigante alla Nutella, me lo merito. Lo condivido con la ciurma.

Dal mare arriva una perturbazione e si vedono fulmini all’orizzonte. Vado a caricare la tavola felice finalmente di avere espresso le sue potenzialità. Mentre percorro la strada, solo un uomo va in direzione contraria al flusso del fuggi fuggi generale. Ha una muta nera, indossata solo fino alla vita, cammina scalzo, petto villoso in fuori, muscoli tirati, è abbronzato, ha lo sguardo di ghiaccio, porta una short sotto braccio, come fosse una baguette. C’è chi scappa dalla tempesta e chi decide di andare ad affrontarla.

Mentre lego la tavola al portapacchi, due vicini di parcheggio mi inondano di fumo passivo della miglior marijuana. Penso che una ventina di anni fa probabilmente avrei avuto l’ardire di chiedere un tiro.

Sulla strada per Bordeaux una bomba d’acqua ci colpisce, per almeno mezz’ora, una benedizione per quest’area martoriata dagli incendi.

Ceniamo a casa, sfatti, con pasta al pesto, guardando per l’ennesima volta il meraviglioso Ratatouille e terminando con risate e popcorn.

Una giornata perfetta. O come direbbe Ted Lasso: “salsa barbecue”.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.