
Indosso la t-shirt del Sooruz Lacanau pro 2010 (tappa dell’ASP World Tour 6Star, Campionato Mondiale di Surf professionale, che si svolse dal 12 al 22 agosto 2010) che avevo comprato durante la vacanza itinerante francese con Riccio proprio quell’anno.
Dopo sedici anni la riporto a casa sua, ancora in ottime condizioni.
A Richi è tornato il prurito al braccio baciato dall’anemone ormai due mesi fa. Decidiamo di passare in farmacia o alla guardia medica nel dopo pranzo.
Arriviamo verso le undici e trenta nella spiaggia centrale di Lacanau Ocean. Le onde sono più alte di ieri e la marea più forte. Entro in acqua, è calda. La prima mezz’ora è un calvario. La seconda giornata è sempre peggio della prima, in più le diverse condizioni del mare non mi facilitano la surfata, non mi ci ritrovo. Bevo mezzo oceano. Imparo decine di nuovi modi di cadere. So di non avere un’altra opportunità a breve, quindi insisto e non demordo. Poi decido di abbandonare i cavalloni più grandi e di concentrarmi sulle onde di medie dimensioni e il mio corpo inizia a capire come muoversi per partire bene, alzarsi e stare in piedi, in equilibrio sulla tavola. Rido da solo, in acqua.
Dopo il pranzo al sacco, facciamo un giro per i negozi, così da evitare di stare al sole in spiaggia. Passiamo dalla guardia medica che evitiamo per la lunghissima coda e andiamo in farmacia: ci facciamo dare una crema al cortisone, poi interpelliamo il carissimo dott. Vizziello che da whatsapp ci conferma e arricchisce la cura per il prurito e il rossore di Richi.
Trovo una collanina per me e per Frenci, prendiamo una granita, facciamo un giro in sala-giochi e dividiamo un barbe à papa. Cambiamo il programma del giorno (tornare presto a Bordeaux) e restiamo in spiaggia. Mi faccio qualche altra onda, poi risalgo per prepararmi, ma Frenci non vuole più uscire dall’acqua, la sua nuova sala-giochi è il mare con le sue onde cattive, che però lo divertono tantissimo. Io, che non ho voglia di riprender la tavola per pochi minuti, surfo con la pancia e devo ammettere di avere gran classe. Anche la Ricciola ammette che un mare così è il suo preferito. Richi è comunque entusiasta. Immagino già nuove mirabolanti avventure sulle onde.
Torniamo in città verso le diciannove. Mi faccio la doccia tra dolori alle ossa e ai muscoli e sabbia nascosta in tutti i miei pertugi. Usciamo per cena verso le venti e trenta. Ci imbuchiamo verso le ventuno in una brasserie del centro a caso. La fame è atavica e l’orario non consente altri ritardi.
Un ferragosto eccezionale. Domani visitiamo finalmente Bordeaux.