Just like Belgium

Prendo in prestito il titolo di una vecchia canzone di Elton John, perché oggi è un giorno speciale del nostro viaggio: l’ultima bella tirata per raggiungere la nostra prima meta, l’Olanda. Ma dormiremo in Belgio. Ed Elton per me è sempre stato speciale. Comunque, meglio io vada per ordine. La scrittura creativa non è mai stata il mio forte.

Ci svegliamo verso le 8.00, vista convento medioevale di Turckheim, c’è il sole, suonano le campane e un passante porta a passeggio due cani, o forse il contrario. ” Bonjour”.

Mi sembra di vivere un’altro tempo, mentre carico le valigie nella macchina, parcheggiata nella stradina di ciottolato sotto casa, a doppio senso di marcia, ma larga a mala pena lo spazio necessario per far passare un mezzo, a fianco di case dall’aspetto piratesco, e mi aspetto di incontrare Adso da Melk da un momento all’altro. Un po’ come mi successe nel 2016 a Sobrado, lungo il Camino di Santiago del Norte.

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Code e pioggia

Apro gli occhi alle 7.15 circa, dopo una bella dormita, in anticipo di quasi un’ora rispetto alla sveglia prevista. Sfrutto l’occasione per andare in bagno in santa pace e farmi una doccia terapeutica, alternando acqua calda e acqua fredda (e da queste parti è gelida, tipo torrente di montagna). L’idea è di partire in tempo per evitare code al traforo del San Bernardo.

In Val D’Aosta la pressione dell’acqua non è un problema. La doccia ha un getto così forte che bisogna usarlo con cautela, può causare dolore fisico: ci si potrebbe lavare l’auto, tipo lancia.

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Pranzo a sbafo, risaie e avventure croate

Chiudiamo le portiere dell’auto alle 10.30 circa, dopo la nostra colazione preferita: Bar San Giorgio.

Dirigiamo il mezzo verso sud, raggiungeremo Aosta per la “via bassa”, evitando il traffico previsto per zona Brennero, Milano e laghi.

Il viaggio scorre liscio, a parte qualche fisiologica bisticciata. Ho sistemato i pargoli con una super playlist a base di Simple Plan, Michael Jackson, Niccolò Fabi e Alanis Morrisette. Perfino Orso & Orso (due piccoli orsi di plastica, identici, se non consideriamo la sfumatura del colore, compagni di viaggio di Frenci e Richi) , se la spassano alla grande, ballando gran parte dei pezzi più movimentati.

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E via, verso… dove?

31 luglio 2025, giovedì piacevolmente soleggiato.

Ho spuntato quasi tutte le attività della mia to do list per raccogliere tutto quello di cui avremo necessità e chiudere la casa nel migliore dei modi.

Mi bevo una Forst analcolica e mangio taralli giganti in giardino, tra le urla di Richi e Frenci per l’ennesima bisticciata fraterna.

L’auto è già carica.

Anche noi, nonostante qualche bega che risolveremo in viaggio.

Il viaggio è terapeutico.

Domani partiamo, per nuove mirabolanti avventure, ma per quali luoghi?

Cerca gli indizi nella foto.

Ci si legge qua 🤙🏻

#copenaghenontheroad , gli sguardi

Ed eccoci al termine.

Ho sistemato le foto della vacanza, le più belle, secondo me.

Se invece preferite leggere il diario è qua sotto.

Alle prossime mirabolanti avventure!

Il cerchio si chiude

Mi sveglio un’ora prima per lavorare un po’, mentre il resto della ciurma dorme: qualche F24 e delle mail arretrate. Oggi si chiude il cerchio. Prepariamo per l’ultima volta i bagagli, riempiamo i bauli e, dopo una colazione al bar, ci mettiamo in marcia verso casa.

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Il gioco della moneta

Per la prima volta dalla nostra partenza troviamo una casa con tapparelle. Le abbassiamo tutte creando il buio perfetto e infatti ci svegliamo alle 10, Tanto la giornata è uggiosa e piove. Per rallegrarla facciamo doppia colazione, una in casa e la seconda a bar-forno del paese.

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Quando torniamo in via Pitteri?

Richi si sveglia, entra nella nostra camera, si distende al mio fianco, si fa abbracciare e all’orecchio mi sussurra: “Papà, quando torniamo in via Pitteri?” Siamo arrivati al capolinea, non ne può più e lo capisco, anche io ho voglia di tornare.

Dopotutto, come dice Niccolò Fabi, “ogni strada sceglie il suo ritorno”, e anche questa strada, che ci ha fatto apprezzare la Danimarca, ha scelto il suo.

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Della gentilezza e della persuasione

Il letto del Plaza è sicuramente eccezionale, ma la doccia rientra con prepotenza nella top five della mia vita: un torrente, prima caldo e poi freddo, in piena, sulla mia testa e sulle mie spalle. Inizio la giornata con il pieno di energia.

Mentre noi diversamente giovani prepariamo le solite valigie che da ormai tre settimane ci accompagnano da una camera all’altra, Cip e Ciop si guardano Pippi Calzelunghe, che battaglia con i pirati, in tedesco.

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