Reims

Mi sveglio e penso: ”Oggi me la prendo con calma”. Per prima cosa definisco la prossima destinazione e la programmazione del viaggio, prenoto gli hotel e scarico il pdf con il tragitto per arrivarci. Prossima tappa Calais. Oceano.

Poi mi dedico un po’ al blog. Così rimango in stanza fino a mezzogiorno finendo per colazione la frutta che mi era rimasta da ieri.

La giornata è bella. Accendo il motore e parto con i Buena Vista.

Prima tappa: pieno di GPL. Poi dritto verso il centro di Reims. La città deve il suo nome alla tribù dei Remi che viveva qui prima dell’arrivo dei Romani. Divenne poi la prima capitale della Gallia Romana (era al centro di otto strade).

Parcheggio vicino alla Basilica di S. Remì, che noto mentre percorro la via. Scendo per mangiare, ma nei dintorni non c’è nulla. Entro in Basilica. L’interno, differentemente dall’esterno, è molto interessante. Gotica-Romanica, come piace a me, senza fronzoli (quadri, drappi, statue etc..) solo la nuda pietra. Esco e, cercando poco più in là, trovo una brasserie. Ordino una “salade e qualcosa”. Quando arriva il piatto ricordo che le salade non sono le insalate, come le intendiamo noi. Ci sono tre foglie di verde lattuga completamente sommerse da una infinità di cubetti di pollo e pancetta. Ed è già condita come vogliono loro. Comunque questo passa il convento, anzi la basilica. E mangio di gusto: lo stomaco ringrazia. Riprendo a leggere il libro di fotografia, mentre sorseggio un discreto cafè au lait di marca francese.

Mi accorgo, ascoltando i presenti attorno a me, che inizio a carpire qualche parola in più e ad intendere talvolta il senso dei loro discorsi in lingua autoctona. Il cervello è una macchina eccezionale e, fra le sue più importanti capacità, ha quella dell’adattamento.

Riprendo la macchina ed entro in città, nei pressi della zona pedonale. Intanto la vinagrette fa il suo effetto e mi impasta la bocca, mi viene una gran sete. Compro una bottiglietta d’acqua.

Entro nella cattedrale di Notre Dame. E’ davvero gagliarda. Bella fuori e dentro, come la modella che fa la pubblicità dell’acqua minerale. Mi ha ispirato diverse foto decenti. Mentre la osservo mi chiedo come potessero, allora, fare quello che facevano con i mezzi che avevano. E’ un’opera grandiosa. Fece da modello alle più grandi cattedrali europee. L’ho girata tutta a bocca aperta e mi è ritornata la sete. Ricompro una bottiglietta d’acqua.

Stanco di rosoni e gargoyle mi svacco in faccia alla cattedrale a catturare persone, gesti, espressioni. Fotografare le persone è come pescare. Ci vuole tempo e pazienza per farlo bene. E basta prendere un buon pesce per ripagarti dell’intera giornata spesa per cercarlo. E’ un buon esercizio.

Passa uno scozzese in kilt. Questo evento e la cornamusa che suona durante lo spettacolo serale sono due inequivocabili segni che devo andare in Scozia. Mentre fotografo ascolto gli Snow Patrol, David Bowie e Max Gazzè.

Rimango in quel posto per oltre due ore. Non ho voglia di camminare. Leggo e osservo. Imparo la regola dei terzi e altre strategie di composizione dell’immagine che non conoscevo. Poi mi stendo e schiaccio un pisolino in faccia a Notre Dame.

All’alba delle 17.30 mi rimetto in cammino. Passa una tipa che sarà stata alta 2,30 m e oltre: porta anche i tacchi. Affronto le vie dei negozi e dei locali, proseguo per i parchi esterni, rientro in centro e mi prendo un caffè per ammazzare il tempo, mentre gli altri fanno aperitivo. Considero che sono nella regione dello Champagne da oltre 24 ore e non mi sono ancora fatto un calice. Una ragazza di colore ha la pelle che splende.

Torno alla cattedrale e la trovo al tramonto. Il sole la illumina sulla facciata principale ed è uno spettacolo. La riempio di foto ancora una volta. Non ho ancora fame.

Stavolta l’aperitivo lo prendo io e mi faccio una birretta. Quando mi rialzo sono le nove. Ripercorro la strada dei negozi con calma. C’è una signora sulla cinquantina che, con il tutù e una radio portatile, fa passi di danza classica sulle note di una sinfonia, in faccia alla gente che sta cenando. Mi ricorda la maga dell’Amore dei Buskers a Ferrara.

Alle 22.00 sono in pole position per lo spettacolo suoni e luci. Me lo godo.

Tornato in hotel mi è venuta fame. Di fianco c’è un Mc Donald e mi sparo “le Big Mac“.

Ottima meta anche Reims. Gira troppo bene. Mi aspetto presto qualche scocciatura. Sta nella regola delle probabilità. Comunque domani si riparte.

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