Le due fatiche di Segesta

IMG_9531Facciamo colazione da De Gaetano, prendo cornetto alla ricotta e cappuccino. Anche questa volta, lasciamo il luogo che ci ha ospitato e regalato giornate secche e piacevoli, lasciandoci alle spalle afa e umidità. Pare che le nostre origini non vogliano separarsi da noi.

Il sole è timido quando accendiamo i motori, verso le 10.30, lasciando una delle città che ho preferito fino ad ora: Marsala. Percorrendo la strada costiera passiamo accanto alle famose saline.

Ci arrampichiamo, letteralmente, sopra il monte che ospita Erice. Facciamo due passi in centro, ci gustiamo il bellissimo panorama dall’alto dei giardini del Balio e ci mangiamo un arancino per fermare la fame al Bar della Loggia. In questa cittadina medioevale usano bellissime ceramiche per decorare i portali degli ingressi degli edifici o per fare le insegne dei negozi sui grossi muri di pietra. C’è un centro culturale dedicato a Majorana.

Riprendiamo la strada alla volta di Segesta, vecchie rovine elleniche vicine a Calatafimi. Tentiamo eroicamente la visita alle 14.30, l’ora migliore per cucinarsi. Dimentico il cappello in macchina. Arrivo al teatro greco, dopo 15 minuti di camminata sotto il sole cocente, cotto a puntino, con principi di svenimento, mentre l’Ale sembra uno stambecco mentre sale. Ho sempre pensato che il sesso forte non fosse il mio. Ad ogni modo trovo le forze per visitare anche il tempio, poi, tìrati giù tutti gli Dei dell’Olimpo, riprendiamo il viaggio, al fresco dell’aria condizionata della mia amata Cruze.

Passiamo la zona montuosa che sta a sud di Palermo per stradine e tornanti, di paese in paese, fino a Monreale, dove, dopo qualche problema di navigatore (continua a chiedermi di girare a destra per via Benedetto Balsamo in vie con altri nomi) e di parcheggio, riusciamo a prendere possesso della nostra bella camera al Palazzo Ducale Suites.

Passiamo una piacevole e rilassante serata in paese, in compagnia di Cinzia e Pietro, alla Taverna del Pavone. Di notte, Palermo, vista da quassù, è un mare di piccole lucine di luna piena.

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