Aspettando la #viadeglidei

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Si parte. Domattina la sveglia disturberà la nostra fase REM alle 6.15. Passerà Gianluca a caricarci alle 6.45. Il meteo rimane tutto sommato clemente. Lo zaino è pronto, a parte un formaggio puzzone che mi sta infestando il frigo e strumenti per l’igiene orale, che devo per forza utilizzare domani mattina. Mentre faccio passare un’oretta per digerire la cena di cous cous, prima di addormentarmi mi documento sulla storia della via storica che sarà il nostro cammino per tre intensi giorni.

Gli Etruschi percorsero per almeno 4 secoli (VII-IV sec. a.C.) l’antica strada che congiungeva Fiesole con Felsina, al fine di sviluppare i loro traffici sulla Pianura Padana.

Romani fondarono nel 189 a.C. la colonia di Bononia sui resti dell’antica Felsina, e costruirono sul precedente tracciato etrusco (con il console Caio Flaminio) una vera e propria strada romana transappenninica denominata Flaminia Militare.

Nel Medioevo al lastricato romano caduto presto in disuso e sommerso dalla vegetazione, si sostituì un semplice sentiero, una stretta mulattiera senza pavimentazione, utilizzata dai viandanti che avessero necessità di percorrere questo cammino.

La Flaminia Militare divenne il grande collettore dei transiti tra l’Italia settentrionale e quella centrale, sempre più usata dai mercanti, dai viaggiatori e, in particolare, dai pellegrini che si recavano a Roma. Questi ultimi, specie coloro che giungevano in Italia provenendo dai paesi dell’Europa centrale, attraversate le Alpi e giunti nella pianura padana, si immettevano nella via Emilia, procedendo sino a Bologna, dove prendevano la strada per Firenze. Utilizzando poi le vie che, a sud, servivano a raccordare la città sull’Arno alla Francigena (la via che ho percorso in macchina per raggiungere la Scozia nel 2012) i pellegrini romei si ricollegavano, rispettivamente a Siena e a Poggibonsi, all’antico percorso per Roma. Allo stesso modo la via che univa Firenze a Bologna costituì anche il percorso usato da quei pellegrini fiorentini che intendevano recarsi alle altre due mete delle peregrinationes maiores: Santiago de Compostela e Gerusalemme.

La Via degli Dei, percorso ideato alla fine degli anni ’80 del ‘900 da un gruppo di escursionisti bolognesi, ricalca prevalentemente questi antichi tracciati e, tra Monte Bastione e Monte di Fo’, passa accanto ad alcuni pregevoli basolati della strada romana, ora riscoperti.

Il nome della via deriva dal fatto che il percorso attraversa località come Monte Adone, Monzuno (Mons Iovis, monte di Giove), Monte VenereMonte Luario (Lua era la dea romana dell’espiazione).

Speriamo che tutti questi Dei ci portino bene.

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