Smooth Bratislava

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Mattina di relax, perseguendo il significato di “mens sana in corpore sano“. La pausa di ieri non ci ha ricaricato abbastanza, così, dopo la colazione a buffet, prendiamo posto in piscina, più precisamente sugli sdraio all’ombra con un succo di frutta. Pago le tasse, in questo momento di pace, per addolcire la pillola amara. Poi mi lancio in una corsa di mezz’ora, in palestra, per dimenticare e scaricare lo stress accumulato in 15 minuti di F24, mentre una gatta porta un piccione, appena cacciato e un po’ sgranocchiato, ai suoi mici, nel giardino dell’Hotel. Non conoscendo l’arte degli aruspici, non indago l’eventuale significato.

Mi faccio una sauna. Un uomo corpulento, dopo alcuni minuti, si alza, versa delle gocce di eucalipto nel mestolo di legno riempito di acqua e versa il tutto sui sassi ardenti, poi inizia a sventolarci addosso tutto il vapore col suo asciugamano, sorridendo, probabilmente felice di rendersi utile. Sembra di essere dentro una Victors Respira Vivo bollente. Ringrazio, esco e mi immergo nella vasca di acqua ghiacciata. Il caldo e il freddo si annullano e raggiungo l’equilibrio, la materia si trasforma in energia. Sono pronto per Bratislava.

La città ci accoglie piena di bar e ristoranti arredati con molto gusto, con i tavoli all’aperto, tantissime persone che si gustano la domenica senza correre, al sole, come lucertole appisolate. La temperatura è perfetta, il cielo blu. Bratislava mi risulta molto fotogenica. Buffe statue sbucano ad ogni angolo delle vie, ed escono persino dai tombini stradali.

Visitiamo la chiesa di San Martino, spartana esternamente, ma molto ricamata all’interno. Una statua del Santo, che lo ritrae mentre dona un pezzo del suo mantello ad un uomo che trema dal freddo, mi ricorda quando da piccolo ascoltavo meravigliato la sua storia. Un gruppo di circa 15 anziane si siede sulle panche imbottite e ricoperte di velluto rosso e intona un canto gregoriano a cappella polifonico.

Alle 16.00, ci sediamo all’Urban Bistro per uno snack, in sostituzione del pranzo. Poi riprendiamo a passeggiare per le vie e raggiungiamo i giardini nei pressi del Danubio, dove un gruppo folk inizia a suonare, sul palco di una festa, musica balcanica e due signori si sfidano a scacchi giganti direttamente sul marciapiede. Raggiungiamo le rive del grande fiume e osserviamo l’UFO da lontano.

Prendiamo un aperitivo alla Urban House, prima di cena. E’ pieno di gente. Lo stile di vita è molto più simile al nostro di quanto immaginassi. Mi sento più vicino a casa ora, così distante, rispetto ad altri luoghi fino ad ora visitati in questo viaggio.

Ceniamo molto bene al Kontakt per l’esorbitante cifra di 22 euro: totali. Tralasciando banali valutazioni economiche, la cucina slovacca è davvero gustosa, e molto meno pesante di quella austriaca.

Per coronare questa giornata così “smooth”, mi concedo una fumata di narghilè da Habib Cafe.

Domani partiamo per Zagabria.

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