Di casa in casa

Non so cosa ci siamo venuti a fare a Ichnusa, ma cambiamo casa continuamente. Prima la casa toscana, poi la casa sull’acqua, poi la casa brutta che voleva fare male alla mia mamma e compagnia bella. Ma la mia casa dov’è finita? Chissene, guarda un bau bau per strada!!!

          

Stamattina i miei sono disperati come quando voglio il latte e non me lo danno. Una tragggedia… Ripartiamo e per fortuna troviamo  una casa bella bella da cui vedo la più grande piscina che abbia mai visto.

Nel pomeriggio dopo aver fatto giri per quei posti dove prendi i pannolini, mi portano alla piscina. Non mi piace quella strana polvere bagnata che la circonda, mi si attacca alle mani e non riesco a tirarmela via. Ma quando ce ne andiamo piango come un bebè (!!!), dopo aver sguazzato con i piedini dentro, come in Croazia. La rivedrò mai? È questo quello che i grandi chiamano Amore? Sono disperato. Mi passate la bottiglia vuota o gli anelli di conchiglia e compagnia bella che voglio affogare i dispiaceri?

Stasera finalmente mi lavo, anche se in doccia con papà, e preferisco di gran lunga la mia piscinina piccola di casa, ma meglio delle salviette che in questi giorni hanno spadroneggiato.

La sera mi addormento ascoltando musica languida, come dicono i miei, mentre loro bevono e mangiano senza farmi assaggiare nulla. Maledetti, un giorno la pagherete.

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