Il lino delle fate

Il lino delle fate è una pianta che cresce anche nel litorale sabbioso veneto.

Si racconta che le fate raccogliessero le sue lunghe ariste piumose, per tessere i propri vestiti argentati e luccicare nella notte.

Lino delle fate è anche il nome del Resort in cui siamo ospiti.

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L’etica del lavoro

Mi sveglio per primo, quasi dovessi partire per andare lontano. Sento il viaggio, sono teso come la corda di un violino; il mio essere associa alla partenza il concetto di avventura, ma stavolta mi sembra esageri un po’.

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Non sarà un’avventura (?)

L’avevo promesso. Solennemente.

A me stesso e all’Ale.

Non sarei mai andato a fare una vacanza stanziale a meno di 200 km da casa.

In riviera.

Come i Cesaroni (parafrasando il mio saggio padre putativo Mao).

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#tentweekend

30 anni di amicizia, terrazza sulle #dolomiti, fuoco e vino rosso, tende.

Buona notte

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Senza ali

“Un viaggiatore senza conoscenza è come un uccello senza ali.”

Saˁdi

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Un pezzo unico fatto a mano: un regalo speciale

Oggi faccio il testimonial (😱) per OKOR, l’azienda del mio amico Dragan, che realizza gioielli, pezzi unici lavorati a mano, l’incontro e la fusione fra legno di ulivi antichi e resina.

Dategli un’occhiata, meritano davvero.

https://okorart.com

Ora accendiamo i motori e via verso casa.

Le stelle sono tante, milioni di milioni

 

E5B6C838-E38D-4796-A004-AB2B60365CDEOggi va così: sto cantando queste cantilena da stamattina. I vecchi non ne possono più, per me è geniale. Ieri, non sto neanche a dirlo, è stato solo macchina, macchina, macchina. Una noia. Quando siamo arrivati al paese di Dragan e Zan, il babbo mi ha stordito con i suoi ricordi di quando era giovane, il “suo” scoglio, le dolci serate d’estate, le partite Italia-Croazia al tramonto e compagnia bella, stordito! Una noia.

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Parentesi matusa

Stasera sono tornato al mio scoglio (con Francesco), quello da cui è iniziato tutto, dal quale ho preso l’energia per proseguire il mio cammino.

Quando ci andavo, ero teenager, mi perdevo a guardare le stelle, le luci del mare, le barche, i surfisti, le onde, le ragazze, ad annusare i profumi che arrivavano da lontano e sognavo.

Stasera c’erano quattro ragazzi sui quindici anni. Guardavano tutti il cellulare.

Sogneranno anche loro?

Fine della predica da matusa.

Pjescana Uvala