
“Quando si è in viaggio, ricordate che un paese straniero non è progettato per farvi stare comodi.

“Quando si è in viaggio, ricordate che un paese straniero non è progettato per farvi stare comodi.

Le foto più interessanti della nostra vacanza a Zara sono pronte. Le trovate tutte alla pagina #zara2019 .
Questo è solo un assaggio…

Oggi faccio il testimonial (😱) per OKOR, l’azienda del mio amico Dragan, che realizza gioielli, pezzi unici lavorati a mano, l’incontro e la fusione fra legno di ulivi antichi e resina.
Dategli un’occhiata, meritano davvero.
Ora accendiamo i motori e via verso casa.
Oggi va così: sto cantando queste cantilena da stamattina. I vecchi non ne possono più, per me è geniale. Ieri, non sto neanche a dirlo, è stato solo macchina, macchina, macchina. Una noia. Quando siamo arrivati al paese di Dragan e Zan, il babbo mi ha stordito con i suoi ricordi di quando era giovane, il “suo” scoglio, le dolci serate d’estate, le partite Italia-Croazia al tramonto e compagnia bella, stordito! Una noia.

Stasera sono tornato al mio scoglio (con Francesco), quello da cui è iniziato tutto, dal quale ho preso l’energia per proseguire il mio cammino.
Quando ci andavo, ero teenager, mi perdevo a guardare le stelle, le luci del mare, le barche, i surfisti, le onde, le ragazze, ad annusare i profumi che arrivavano da lontano e sognavo.
Stasera c’erano quattro ragazzi sui quindici anni. Guardavano tutti il cellulare.
Sogneranno anche loro?
Fine della predica da matusa.


Quel tirchio del vecchio scuce le kune, finalmente, e stamattina mi porta sui gonfiabili. SUI GONFIABILI! Sembro Spiderman, a gattoni, scivolo dappertutto e, quando non riesco a fare il percorso perché troppo complicato per un duenne che ne dimostra quattro, mando il vecchio in acqua, gli salgo sulle spalle tipo koala e lo uso come cavalluccio marino, facendolo nuotare fino alla stazione successiva. E il tutto senza giubbotto di salvataggio. E’ ganzo, roba da non credere!

Dopo il latte mattutino, mi faccio ispirare dai colori e disegno tatuaggi addosso a me e alla mamma; mi chiama Maori, che dagli attacchini scopro essere un gruppo di tati che abitano su grandi isole. Gli attacchini sono la svolta di una nuova riforma per l’educazione infantile. Invito anche il babbo a farsi fare un tattoo, ma scappa subito in bagno.