Canne al tramonto

Mi sveglio con il vecchio, mi porta sul terrazzo a guardare il mare e mi offre dei cereali e del latte per colazione. Quando arriva la Santissima, però, mi scofano anche una fetta di pane e marmellata. Un buon inizio di giornata.
Continua a leggere

La cumpa si fa esosa

La mattina parte complicata. Sono nervoso e agitato ed esprimo il mio disgusto alle situazioni che mi si presentano con assidua frequenza. Ho bisogno di comunicare al mondo il mio disappunto. Andiamo al mare, ma non faccio il bagno, troppe onde e io ho freddo, non c’è molto sole. Ma il peggio arriva dopo pranzo.

Continua a leggere

E gira tutto intorno alla stanza, mentre si danza 

Ho il ritmo nel sangue, non posso negarlo. Appena sento un’armonia, una canzone, un’aria o un passaggio di bongo, inizio a dimenare spalle, testa e braccia in un turbinio di pulsanti e roteanti ricami che neanche un certo Bolle.

Continua a leggere

Tindari

Giornata storta, apericena in spiaggia

Mi sveglio storto. Molto storto. Ogni piccola sfumatura che non va nella direzione da me indicata (che cambia in frazioni di secondo impercettibili) scatena la mia sceneggiata latino-partenopea (un misto fra urla di rabbia atavica e pianti disperati, di solito funziona alla grande). Voglio comunicare al gruppo che i miei desideri sono importanti, anzi sono ordini, caspita.

Continua a leggere

Sunset time lapse

Matusa surfing

Finalmente il mare. Che grande emozione. La mattinata la passiamo in spiaggia, dopo una colazione in un bar che sta sopra l’acqua. Come una nave, però ferma. Ci sono molte onde. E Matusa non perde l’occasione. Finge di giocare con il fratellone e la cuginetta per cavalcarne qualcuna. Misero.

Continua a leggere

Morning view

Mare mare mare

Devo ricredermi sul Matusa, che chiamo papà per evidenti problemi di dizione e non per affetto, anche se gli voglio bene. Mi ha portato al mare! Avevo intuito giusto. Oggi è il giorno predestinato. E c’erano pure i nonni e gli zii e la cuginetta. Non ci potevo credere.

Continua a leggere