Adieu Monsieur Hulot

Alle otto esco per la mia corsa mattutina. Saluto l’oceano bretone, molto affascinante, ma poco divertente, almeno in questi giorni, nei miei confronti. Comunque mi ha accolto come uno del luogo e mi sono trovato proprio bene.

La corsa mi sembra essere il modo migliore per esplorare un territorio. Il giusto rapporto velocità e qualità. Seguo il sentiero costiero che va verso ovest, supero un alto traliccio rosso e bianco pieno di antenne che vedevo in lontananza dalla spiaggia. Si trova all’interno di una base militare, che curiosamente è al di sopra di un’area per nudisti. Strana abbinata.

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Alla ricerca dell’onda perduta

Ieri mattina, senza aver puntato la sveglia, mi rapisce dal sonno la voce di Barry White. C’è il mercato lungo la nostra strada, le giostre girano già e un mare di gente sale e scende lungo la via. Sembra quasi che non siano neanche andati a letto, dalla serata di festa del giorno prima.

Per il resto, la giornata è una tipica domenica di relax al mare. Spiaggia, pranzo in casa, spiaggia, scogli, foto, giochi con racchette, e secchielli, aperitivo al tramonto con piano bar anni ottanta, cena picnic in spiaggia e ancora scogli, sempre sotto l’occhio vigile di Monsieur Hulot, che guarda il mare dalla piazza sull’oceano, con le mani dietro i fianchi e la pipa in bocca.

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