Eclisse a La Rochelle

Raccogliamo tutta la nostra vita degli ultimi sette giorni all’interno delle valigie, carichiamo in macchina, facciamo colazione alla boulangerie sotto casa, restituiamo la chiavi a Nathalie, facciamo fare due giri di giostra a Frenci e Richi come ultimo saluto e poi lasciamo Saint-Marc-Sur-Mer.

La missione della giornata è trovare un paio di occhiali certificati ISO 12312-2 per vedere l’eclisse solare prevista per le venti. La Rochelle (la città che ci ospiterà per una notte), pare essere uno dei luoghi migliori in cui vederla.

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Adieu Monsieur Hulot

Alle otto esco per la mia corsa mattutina. Saluto l’oceano bretone, molto affascinante, ma poco divertente, almeno in questi giorni, nei miei confronti. Comunque mi ha accolto come uno del luogo e mi sono trovato proprio bene.

La corsa mi sembra essere il modo migliore per esplorare un territorio. Il giusto rapporto velocità e qualità. Seguo il sentiero costiero che va verso ovest, supero un alto traliccio rosso e bianco pieno di antenne che vedevo in lontananza dalla spiaggia. Si trova all’interno di una base militare, che curiosamente è al di sopra di un’area per nudisti. Strana abbinata.

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Alla ricerca dell’onda perduta

Ieri mattina, senza aver puntato la sveglia, mi rapisce dal sonno la voce di Barry White. C’è il mercato lungo la nostra strada, le giostre girano già e un mare di gente sale e scende lungo la via. Sembra quasi che non siano neanche andati a letto, dalla serata di festa del giorno prima.

Per il resto, la giornata è una tipica domenica di relax al mare. Spiaggia, pranzo in casa, spiaggia, scogli, foto, giochi con racchette, e secchielli, aperitivo al tramonto con piano bar anni ottanta, cena picnic in spiaggia e ancora scogli, sempre sotto l’occhio vigile di Monsieur Hulot, che guarda il mare dalla piazza sull’oceano, con le mani dietro i fianchi e la pipa in bocca.

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Il sabato del villaggio

Esco alle otto per una corsa, necessaria per mantenere un minimo l’allenamento guadagnato in questi mesi di preparazione per la maratona, prevista a Ferrara nel febbraio 2027. Ho quasi cinquant’anni, non è uno scherzo. Prendo il sentiero sterrato costiero verso sud-est. Salgo scalinate e scendo alla spiaggia successiva (Plage de la Courance).

Sono solo, io e l’oceano piatto e beffardo. Ma è bellissimo. Probabilmente la più bella corsa della mia vita, direbbe Gianlu. Riprendo verso nord ovest e percorro il resto del sentiero in senso contrario, superando il paese. Decine di ville bretoni sono a strapiombo sull’acqua. Incontro due runner, quattro persone che accompagnano i loro cani per la passeggiata mattutina e cinque pescatori, tre dagli scogli e due su imbarcazione. Che pace.

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