Adieu Monsieur Hulot

Alle otto esco per la mia corsa mattutina. Saluto l’oceano bretone, molto affascinante, ma poco divertente, almeno in questi giorni, nei miei confronti. Comunque mi ha accolto come uno del luogo e mi sono trovato proprio bene.

La corsa mi sembra essere il modo migliore per esplorare un territorio. Il giusto rapporto velocità e qualità. Seguo il sentiero costiero che va verso ovest, supero un alto traliccio rosso e bianco pieno di antenne che vedevo in lontananza dalla spiaggia. Si trova all’interno di una base militare, che curiosamente è al di sopra di un’area per nudisti. Strana abbinata.

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Il sabato del villaggio

Esco alle otto per una corsa, necessaria per mantenere un minimo l’allenamento guadagnato in questi mesi di preparazione per la maratona, prevista a Ferrara nel febbraio 2027. Ho quasi cinquant’anni, non è uno scherzo. Prendo il sentiero sterrato costiero verso sud-est. Salgo scalinate e scendo alla spiaggia successiva (Plage de la Courance).

Sono solo, io e l’oceano piatto e beffardo. Ma è bellissimo. Probabilmente la più bella corsa della mia vita, direbbe Gianlu. Riprendo verso nord ovest e percorro il resto del sentiero in senso contrario, superando il paese. Decine di ville bretoni sono a strapiombo sull’acqua. Incontro due runner, quattro persone che accompagnano i loro cani per la passeggiata mattutina e cinque pescatori, tre dagli scogli e due su imbarcazione. Che pace.

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Vento d’estate

Facciamo colazione in casa. La mattina è grigia, ma col tempo si apre. Fa fresco e ci mettiamo la felpa. Scopro chi è il personaggio che hanno raffigurato con una statua sulla piazza vista oceano del paese e che si trova in ogni angolo, anche nel nostro appartamento.

“Le vacanze del signor Hulot” è un film del 1953 diretto e interpretato da Jacques Tati, il primo lungometraggio nel quale appare il personaggio di Monsieur Hulot. La location scelta per le riprese fu proprio Saint Marc Sur Mer, la stazione balneare che ci sta ospitando. Non sono propriamente un amante del cinema francese, ma credo che me lo guarderò prima o poi.

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Il flâneur

Facciamo colazione prendendo una pasta dalla boulangerie del centro (Les Délices de Callac) e un cappuccino da un ambulante, sempre nella piazza. Decisamente il cappuccino più buono di Francia.

Salutiamo Callac e ci mettiamo in marcia. Ieri, non so per quale maledetta ragione, ho fatto l’errore di far ascoltare ai bimbi “Se adesso te ne vai” di Massimo Di Cataldo. Richi la richiede mentre salgo e scendo le strade con l’auto nella campagna bretone.

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