Pasqua a Troyes

IMG_7775Verso le 9.00 ci troviamo tutti al piano hall dell’Ibis per la colazione. La giornata incomincia con una piccola incomprensione con la cameriera, che non vuole dare la colazione a Cinzia e Pietro, giurando che un’altro Tavolazzi (?), che dormiva in una terza camera che non era la nostra (?), era già stato a fare colazione prima di noi. Probabilmente la lingua francese non ci aiuta. Oppure il risotto di ieri sera è stato molto pesante.

Verso 10.30 siamo già in azione. Raggiungiamo la zona lungo lago di Losanna. Una bella e tiepida giornata di sole fa da cornice ad una rilassante passeggiata e tante foto. La neve ed il freddo incontrati ieri sembrano già un vecchio ricordo.

Ripartiamo verso le 12.00 Attraversiamo il confine franco-svizzero.

Facciamo il pranzo di Pasqua all’Auberge Relais des Salines, una piccola locanda isolata, sulla strada che ci porta a Digione. Il pasto è semplice, ma buono e conversiamo appassionatamente, con il gentile proprietario della locanda, di etimologia e macroeconomia geopolitica comparata. Rigorosamente in francese maccheronico. Il suo cane ci osserva, spuntando talvolta con la testa da sotto il tavolo, per chiedere pezzi di pane: si chiama Eolo.

Riprendiamo il cammino mentre una inaspettata Madonna anni ottanta ci sorprende per radio. Ci inoltriamo in dolci saliscendi, immersi in geometrici e definiti campi di fiori gialli di colza, in mezzo a un mare di verde. E’ davvero una vista bellissima. Ma il paesaggio si sposa ancora meglio con la musica, quando ascoltiamo The Night the Pugilist Learned How to Dance.

Raggiunta la zona dell’Aube, cerchiamo cantine aperte, ma, forse perché è Pasqua o perché è tardi, falliamo.

Alle 18.30 arriviamo all’Hotel Le Pain de Bois a pochi chilometri da Troyes. Usciamo immediatamente e ci fiondiamo in centro per un aperitivo. Finiamo in un locale nei pressi di Saint-Jean-au-Marché, per gustarci finalmente una bottiglia di Champagne, accompagnato da escargot e insalata di polipo.

Poi andiamo a cena.

In un modo che oserei quasi dire malvagio e subdolo, prendo in giro quell’angelo dolce, indifeso, empatico e comprensivo di mia sorella, innescando una discussione infuocata che monopolizza la serata. I camerieri, prima dimenticano di portarci due birre incluse nel menu ordinato (sollecitate in extremis da Pietro), poi aggiungono al conto finale un menu non ordinato. Non abbiamo capito se hanno agito in modo pianificato, contando sul nostro totale stordimento da discussione, o meno. Ad ogni modo la fregatura viene evitata dalla sempre ottima Marisa che, tra uno sbuffo e l’altro, controlla ancora una volta perfettamente il conto, mentre noi continuiamo a gesticolare animatamente.

Raffreddati i bollenti spiriti, ci incamminiamo per la città e scopriamo la sua bellissima cattedrale e molte altre chicche. Decidiamo di dedicarci più tempo domani mattina, con la luce e un punto di vista più collaborativo, prima di raggiungere Reims.

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.