Notte in bianco, giornata nera

 

Prima di prendere l’autobus delle 3.20 per Navia, proseguo il mio “soggiorno” per le strade di Santander ed incontro le conchiglie che segnalano il cammino sui  marciapiedi. Mi sposto verso la zona centrale per cercare un menù del pellegrino. È venerdì sera, non fa troppo freddo, i locali sono pieni di bella gente e io sembro il fratello zozzo di Tom Hanks in Cast Away.
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Dormirò sul bus

   
Il primo passo lo compio uscendo dalla porta alle 5.50 con il mio zaino da 8 kg, la mia reflex e gli scarponcini che mi regalò Marco, consapevole di aver appena terminato molto probabilmente l’ultima doccia degna di questo nome, per i prossimi 10 giorni. È ancora buio, ma gli uccellini sembrano ad un rave party.
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Aspettando il cammino: le mie credenziali

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Ed ecco le mie credenziali!

Mancano 2 settimane. Inizio a sentire un po’ l’emozione, anche se a causa di un carico di lavoro che non mi lascerà un secondo, non avrò tempo di calarmi nella parte del pellegrino fino alla mattina della partenza, alle ore 6.30 del 15 Aprile 2016, dalla stazione di Ferrara, direzione Bologna.

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Aspettando il cammino: il mio compagno di viaggio


Lo zaino che ha percorso oltre 300 km del Cammino Francese nel 2015, ha deciso di farne altri 230 lungo il Cammino del Nord con me ad Aprile. Zaino goloso.

Grazie Chicca. Lo rivedrai a Santiago.

10 giorni tra bastoni e conchiglie

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Da molto tempo avevo in mente di farlo, perché ho imparato che camminare mi fa un gran bene, e sapere che quella via è stata percorsa in migliaia di anni da milioni di pellegrini, rende l’impresa “storica”.

La prima volta che lo incrociai fu nel lontano 2001, mentre ci trasferivamo in macchina da Barcellona a Orio, vicino a Donostia e mi chiamava. Quest’estate l’ho rivisto diverse volte, mentre andavamo verso il Portogallo, e mi chiamava.

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