Stamattina mi portano in piscina grande, con barca, salvagente, giochi nuovi per la polvere bagnata e compagnia bella. Non sto più nella pelle, voglio toccarla, sfidarla, ammirarla. E poi arriva lei: Olga. E nulla è più lo stesso.
Non avrei mai immaginato: la piscina grande ha montagne d’acqua che mi inseguono. Le ho viste. Roba da non credere. E io ci sono andato sopra. Il mio babbo dice che ho surfato e compagnia bella, ma secondo me il termine più adeguato è che ho scalato.
Non so cosa farà da grande, ma di sicuro oggi, giornata epica e gloriosa, ho capito da dove vengo. Dalla piscina. Dovevo essere un marinaio, o un pescatore, o un palombaro (o come diavolo li chiamate voi grandi) e compagnia bella. Intendo nella mia vita precedente. Panzane? Provate a leggere il Codice di Manù Manavadharmashastra e poi mi dite, miscredenti.
Ma andiamo per ordine.
Dormo fino alle otto, come un bambino (!!) e mi trovo il latte già pronto, tipo servizio in camera. Inizia a piacermi questa cosa del viaggiare e compagnia bella.
Il mi babbo (come si dice qua in Toscana) mi presenta per la prima volta oggi, giorno della partenza, un seggiolino nuovo, sedile posteriore, di fianco alle valigie. Dice che è il top di gamma per la sicurezza. Claustrofobico. Povero illuso.
Se non ho capito male partiamo fra non molto per Ichnusa…. Sono almeno due ere galalogiche che il mio babbo ne parla… vabbè, ci pensiamo quando è ora, per adesso continuo a massaggiarmi il piede e mi gusto questa bella luce color merenda… se tenta di addormentarmi ancora attacco coi borbotti violenti, finti colpi di tosse e compagnia bella!