
Faccio suonare la sveglia, puntata alle 7.30, tre volte. Il risveglio è difficile perché i nostri vicini, tornati a notte fonda con lingua grossa, ci hanno tenuti svegli. Non siamo nemmeno riusciti a capire se fossero stati russi o francesi. Andiamo al bar “sotto casa” e, mentre facciamo colazione con pasta e caffè, iniziamo a definire i dettagli dell’operazione “boicottage peage” (attraversare la Francia, con la minima spesa autostradale e non); di fianco a noi due catalani fanno anche loro colazione, ma con una bistecca, patate fritte, pan tumaca e vino rosso: sono le 8.30.
Dalì a Figueres
A Figueres c’è il sole. Non è mai mancato in questa vacanza, ma, mai come oggi, ne abbiamo sentito il bisogno per dare colore all’arrivo grigio di ieri sera.
Un museo con i baffi
Ultimo giro di pinchos
Se Dalì avesse lo smartphone
1000 chilometri iberici
Ventagli e sangria
Facciamo colazione al El 3 de Oro, un locale vicino al nostro hotel con pane, burro e marmellata e prenotiamo le due notti successive. Il mattino è insolitamente fresco per Siviglia, ma il caldo non si fa attendere molto.
Flamenco alla Carboneria, il cuore caldo di Siviglia
Portogallo arrivederci, benvenuta Siviglia
Non dormiamo granché bene la notte, alcuni ospiti hanno deciso di fare le ore piccole nella cucina adiacente la nostra camera e quando decidiamo di alzarci scopriamo che la doccia è fredda. Scrivo a booking un reclamo, chiudiamo le valigie e partiamo. Ci lasciamo alle spalle l’Algarve, e ci dirigiamo verso la Spagna. Siviglia ci aspetta.







