Gli ultimi 25

  

La tappa più dura

  
Avrei dovuto immaginarlo al risveglio delle 7.00, ma io cerco sempre di rimanere ottimista. Le caviglie mi fanno male, e non ho ancora iniziato a camminare. Memore dei miglioramenti del giorno prima, mi faccio forza e decido di partire senza pastiglia antidolore preventiva.

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Penitenziagite

   
Incontro Marisa alle 3 di notte nella sala da pranzo mentre vado in bagno. Non aveva ancora preso confidenza con i tapones de cera (tappi di cera) e non riusciva a dormire a causa di certi russatori professionisti. Alle 7.45 non si è però ancora svegliata nonostante metà camerata sia già uscita: deve aver imparato.

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Il castagno centenario

  
I tappi di cera sono la vera svolta. Ti permettono di dormire 7 ore di fila in una camerata, anche se al tuo fianco un pellegrino fa tremare le pareti russando. E così ho fatto io stanotte. Mi sveglio alle 7.30 bello riposato, faccio colazione e mi dirigo all’appuntamento, 8.40 di fronte alla chiesa di Vilalba.

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I sogni

  
“L’unico modo per salvare i nostri sogni è essere generosi con noi stessi.” 
Paulo Cohelo, Il Cammino di Santiago

Una mezza maratona di relax

  

Dormo 9 ore filate, senza nemmeno problemi digestivi, nonostante la cena particolarmente abbondante. La brutta notizia è che ha ripreso a piovere. Il bucato steso la sera prima non é asciutto e devo rimediare con il phon.

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111 chilometri in 4 giorni

Navia – Vilalba: 111 km

   

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Insalata russa alla francese e zamponi in salmì

  
Passo la notte in una camerata da 8, di cui 4 russano e fra questi io non ci sono. La signora francese, quella che di giorno canta Edith Piaf, di notte è  una russatrice da competizione: stacca il gruppo di ben due ore terminando il suo concerto dopo le  5.00. Uso cuffie e Sigur Ròs per non sentirli. Dormo 2 ore.  Da questo punto di vista la vita da pellegrino non mi si addice. Magari stasera provo un albergue privato e mi cerco una stanza. E al prossimo albergue ci vado con i tappi di cera, come dice mi sorella.
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Alzati e cammina

  

Mi sveglio da un sonno profondo. La cosa incredibile è che riesco a camminare senza grossi problemi. Mi viene in mente ciò che Gesù disse a Lazzaro e lo uso come titolo del post.

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