Il mi babbo (come si dice qua in Toscana) mi presenta per la prima volta oggi, giorno della partenza, un seggiolino nuovo, sedile posteriore, di fianco alle valigie. Dice che è il top di gamma per la sicurezza. Claustrofobico. Povero illuso.
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#exploringsardinia
Se non ho capito male partiamo fra non molto per Ichnusa…. Sono almeno due ere galalogiche che il mio babbo ne parla… vabbè, ci pensiamo quando è ora, per adesso continuo a massaggiarmi il piede e mi gusto questa bella luce color merenda… se tenta di addormentarmi ancora attacco coi borbotti violenti, finti colpi di tosse e compagnia bella!
Mare sapore di mare
I miei primi 40 anni

Gli sguardi nella #mitteleuropa2016
Traversata croata
Lasciamo Zagabria con la pioggia, che sembra seguirci. Ovunque andiamo, ci lascia un giorno di tregua, un po’ di sole, ma non sa stare molto tempo lontano da noi. Affettuosa. Le grosse nuvole ispirano raccoglimento e ci immergiamo in una full immersion con i testi di Niccolò Fabi, che la spensieratezza, a volte, è sopravvalutata.
Tsunami Windsurfing Station
Miracoli a Zagabria
Ce la prendiamo con molta calma e arriviamo in centro verso le 11.30. C’è un gran bel sole. La città è gremita di gente che cammina sui marciapiedi, attraversa le strade o beve caffè nei tavolini dei bar, all’aperto. Molti buskers suonano per le vie, anche senza un Festival dedicato.
450 km e 6 ore di pioggia

Per colazione decido di anticipare il pranzo con un brunch, sfruttando il buffet salato dell’Holiday Inn. Alle 10.30 lasciamo la stanza. Raggiungiamo il Hrad, il castello bianco che sovrasta Bratislava. Un pallido sole cerca di farsi spazio fra nuvole sempre più minacciose. Ma non sappiamo ancora cosa ci attende.




