I tappi di cera sono la vera svolta. Ti permettono di dormire 7 ore di fila in una camerata, anche se al tuo fianco un pellegrino fa tremare le pareti russando. E così ho fatto io stanotte. Mi sveglio alle 7.30 bello riposato, faccio colazione e mi dirigo all’appuntamento, 8.40 di fronte alla chiesa di Vilalba.
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I sogni
Una mezza maratona di relax
Dormo 9 ore filate, senza nemmeno problemi digestivi, nonostante la cena particolarmente abbondante. La brutta notizia è che ha ripreso a piovere. Il bucato steso la sera prima non é asciutto e devo rimediare con il phon.
111 chilometri in 4 giorni
Insalata russa alla francese e zamponi in salmì
Passo la notte in una camerata da 8, di cui 4 russano e fra questi io non ci sono. La signora francese, quella che di giorno canta Edith Piaf, di notte è una russatrice da competizione: stacca il gruppo di ben due ore terminando il suo concerto dopo le 5.00. Uso cuffie e Sigur Ròs per non sentirli. Dormo 2 ore. Da questo punto di vista la vita da pellegrino non mi si addice. Magari stasera provo un albergue privato e mi cerco una stanza. E al prossimo albergue ci vado con i tappi di cera, come dice mi sorella.
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Alzati e cammina
Mi sveglio da un sonno profondo. La cosa incredibile è che riesco a camminare senza grossi problemi. Mi viene in mente ciò che Gesù disse a Lazzaro e lo uso come titolo del post.
Notte in bianco, giornata nera
Prima di prendere l’autobus delle 3.20 per Navia, proseguo il mio “soggiorno” per le strade di Santander ed incontro le conchiglie che segnalano il cammino sui marciapiedi. Mi sposto verso la zona centrale per cercare un menù del pellegrino. È venerdì sera, non fa troppo freddo, i locali sono pieni di bella gente e io sembro il fratello zozzo di Tom Hanks in Cast Away.
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Dormirò sul bus
Il primo passo lo compio uscendo dalla porta alle 5.50 con il mio zaino da 8 kg, la mia reflex e gli scarponcini che mi regalò Marco, consapevole di aver appena terminato molto probabilmente l’ultima doccia degna di questo nome, per i prossimi 10 giorni. È ancora buio, ma gli uccellini sembrano ad un rave party.
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Sul pellegrinare
“Quando si viaggia, si sperimenta in maniera molto più concreta l’atto della rinascita. Ci si trova dinanzi a situazioni del tutto nuove, il giorno trascorre più lentamente e, nella maggior parte dei casi, non si comprende la lingua che parlano gli altri.
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