111 chilometri in 4 giorni

Navia – Vilalba: 111 km

   

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Insalata russa alla francese e zamponi in salmì

  
Passo la notte in una camerata da 8, di cui 4 russano e fra questi io non ci sono. La signora francese, quella che di giorno canta Edith Piaf, di notte è  una russatrice da competizione: stacca il gruppo di ben due ore terminando il suo concerto dopo le  5.00. Uso cuffie e Sigur Ròs per non sentirli. Dormo 2 ore.  Da questo punto di vista la vita da pellegrino non mi si addice. Magari stasera provo un albergue privato e mi cerco una stanza. E al prossimo albergue ci vado con i tappi di cera, come dice mi sorella.
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Alzati e cammina

  

Mi sveglio da un sonno profondo. La cosa incredibile è che riesco a camminare senza grossi problemi. Mi viene in mente ciò che Gesù disse a Lazzaro e lo uso come titolo del post.

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Notte in bianco, giornata nera

 

Prima di prendere l’autobus delle 3.20 per Navia, proseguo il mio “soggiorno” per le strade di Santander ed incontro le conchiglie che segnalano il cammino sui  marciapiedi. Mi sposto verso la zona centrale per cercare un menù del pellegrino. È venerdì sera, non fa troppo freddo, i locali sono pieni di bella gente e io sembro il fratello zozzo di Tom Hanks in Cast Away.
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Dormirò sul bus

   
Il primo passo lo compio uscendo dalla porta alle 5.50 con il mio zaino da 8 kg, la mia reflex e gli scarponcini che mi regalò Marco, consapevole di aver appena terminato molto probabilmente l’ultima doccia degna di questo nome, per i prossimi 10 giorni. È ancora buio, ma gli uccellini sembrano ad un rave party.
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Aspettando il cammino: le mie credenziali

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Ed ecco le mie credenziali!

Mancano 2 settimane. Inizio a sentire un po’ l’emozione, anche se a causa di un carico di lavoro che non mi lascerà un secondo, non avrò tempo di calarmi nella parte del pellegrino fino alla mattina della partenza, alle ore 6.30 del 15 Aprile 2016, dalla stazione di Ferrara, direzione Bologna.

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10 giorni tra bastoni e conchiglie

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Da molto tempo avevo in mente di farlo, perché ho imparato che camminare mi fa un gran bene, e sapere che quella via è stata percorsa in migliaia di anni da milioni di pellegrini, rende l’impresa “storica”.

La prima volta che lo incrociai fu nel lontano 2001, mentre ci trasferivamo in macchina da Barcellona a Orio, vicino a Donostia e mi chiamava. Quest’estate l’ho rivisto diverse volte, mentre andavamo verso il Portogallo, e mi chiamava.

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Un buon cammino e una buona azione

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“E se un viaggio non fosse solamente un viaggio, ma un’opera di magia che può far rivivere ciò che dalla vita si è allontanato?”

Ho incontrato questa mattina una bella persona, che già avevo incontrato anni fa. Sta facendo un lungo cammino fuori e dentro di sé. Ha un bel diario di viaggio, molte cose da dire e porta avanti una buona causa. Diamogli una mano a rendere questa, già incredibile, avventura, anche una buona azione.

Si chiama Anton. E questo è il suo diario.

http://diritorno.jimdo.com

 

 

 

#algarve2015

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7.132 chilometri sulle strade italiane, francesi, spagnole e portoghesi, in tre settimane, passando per Carcassonne, Bilbao, Burgos, Salamanca, Porto, Santarem, Lisbona, Sagres, Lagos, Albufeira, Faro, Siviglia, Figueres e San Remo.

Qua tutti i post del viaggio, in questa pagina gli scatti che preferisco.