Lasciamo Colin e Maria con immenso dispiacere, dopo una seconda ottima colazione. Non siamo riusciti nell’intento di rimanere da loro per altre tre notti: sold out. Raggiungiamo São Bartolomeu de Messines e prendiamo possesso della nostra nuova camera alla Guest House: piccola, ma graziosa e pulita e i proprietari gentilissimi. Parlano solo portoghese, ci capiamo a gesti, la lingua universale, abbandoniamo le valige e partiamo per raggiungere la costa occidentale di Sagres.
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La cataplana e l’arte della felicità
“I pensieri sono fatti della stessa materia dei sogni, un pensiero felice vale come uno triste, la tristezza te la danno per poco, ma pure la felicità non costa nulla! Allora tu che scegli?”
L’arte della felicità – Alessandro Rak
Dopo l’abbondante e ottima colazione di Colin e Maria, cerchiamo di capire le condizioni meteo della regione e la possibilità di trovare onde: cielo nuvoloso e oceano piatto, condizioni ottimali per una ottima giornata di surf. Valutiamo come miglior opzione Praia de Rocha, per la possibilità di avere qualche schiarita e l’altezza delle onde nella media odierna dell’Algarve: una tavola.
3.400 chilometri: Algarve!
Oggi inizia la seconda parte della nostra vacanza. Abbiamo già macinato oltre 3.000 chilometri ed entro sera supereremo senza tanta fatica i 3.400. Facciamo un’altra colazione a pancake e salutiamo con affetto Lisbona.
Il Fado di Lisbona
Il risveglio è un po’ “annebbiato”. Per colazione ci fanno dei pancake, nel mentre riusciamo a prenotare due notti a prezzo accettabile nell’Algarve. Porto la macchina in un parcheggio sotterraneo, e usciamo a passeggiare per la città. Incrociamo una manifestazione contro le banche e il sistema Europa che ci accompagnerà per grande parte della mattinata lungo il percorso che va da Praça Marquês de Pombal a Praça do Comércio.
Ginjinha style

Mi sveglio rotto, come se fossi stato investito da un TIR, mi fanno male anche i lobi delle orecchie, e ho il coppino bruciato. Capisco perché i surfisti siano tendenzialmente atletici e si mettano la crema protezione totale sul viso: non è un modo di atteggiarsi a guerrieri tipo Rambo, ma un modo per non essere grigliati. Facciamo colazione come se non ci fosse un domani.
Il mare impetuoso al tramonto
Facciamo una colazione abbondante: ci aspetta una giornata di surf! Partiamo con la calma che si addice ad una giornata dedicata al cazzeggio marittimo e ci dirigiamo verso Peniche, una piccola cittadina sull’oceano famosa per le molte spiagge amate dai surfisti, ascoltando classici di jazz americano gentilmente offerti da Smooth Radio.
Praia do Baleal
L’onda più alta
Il saliscendi di Porto ci ha spezzato le gambine. Ci svegliamo doloranti. Facciamo colazione, una spesa per il pranzo e ci rimettiamo sulla strada accompagnati da M80 che ci sforna in sequenza Lou Reed, Susan Vega e Prince, direzione Santarem, “capitale del gotico”.
La cidade invicta
A Porto gabbiani e cani fanno un accordo per svegliarci presto. Mi alzo per portare la macchina in un parcheggio vicino al nostro alloggio, perché in strada può rimanere un massimo di due ore al giorno. Il posteggiatore di Invicta (nome del parcheggio ed epiteto associato alla città per le gesta eroiche dei sui abitanti contro gli invasori che tentarono di occuparla) è stranamente preoccupato: non sa dove mettere la mia macchina, fra le decine di posti liberi. Gli lascio le chiavi.







